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L’ora di tutti: il nuovo film di Stefania Rocca sull’assedio di Otranto

29 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

È prevista per i prossimi mesi la distribuzione nelle sale del film L’ora di tutti, opera diretta da Stefania Rocca e liberamente ispirata all’omonimo romanzo di Maria Corti, edito da Feltrinelli nel 1962. La pellicola propone una rilettura dell’assedio di Otranto del 1480, spostando l’attenzione dai grandi protagonisti della storiografia ufficiale alle vicende di donne e uomini comuni.

Una storia di scelte e resistenza

Il lungometraggio non si limita a ricostruire lo scontro militare avvenuto nell’estate del 1480, quando la città salentina fu conquistata dalle forze ottomane di Maometto II. Il focus narrativo è incentrato sul concetto di "ora di tutti": quel momento preciso in cui, di fronte a un evento traumatico che spezza la quotidianità, ogni individuo è chiamato a compiere una scelta definitiva.

Al centro della narrazione si trova la figura di Idrusa, una giovane donna che cerca di sottrarsi a un destino già segnato, in un contesto sociale regolato da norme antiche. Il suo percorso, segnato dal desiderio di libertà e dal dolore della perdita, si intreccia con quello della comunità di Otranto, che sceglie di non arrendersi all'invasione. Come sottolineato nelle note di regia, il corpo di Idrusa diventa il fulcro attraverso cui il film esplora temi universali come la responsabilità individuale, la resistenza e il rapporto con l’altro.

Spunti per la didattica interdisciplinare

Per il suo valore culturale, storico e di educazione all’immagine, il film si presta a essere inserito nei percorsi didattici scolastici. La visione dell’opera può stimolare approfondimenti interdisciplinari che spaziano dalla Storia alla Letteratura italiana, fino all’Educazione civica.

Il passaggio dal testo letterario allo schermo offre inoltre una base di confronto metodologico per le classi: gli studenti possono analizzare come la narrazione si trasformi nel passaggio dalla pagina scritta alla rappresentazione visiva. Anche il linguaggio cinematografico — dall’uso del sonoro alla gestione degli spazi e della luce — rappresenta una chiave di lettura utile per l’educazione all’immagine. Il film, infatti, utilizza il paesaggio di Otranto (il mare, le mura, il vento) come elemento narrativo attivo, trasformando il combattimento in una rappresentazione simbolica della guerra e dell’attesa.

Cast e approfondimenti

Il progetto coinvolge un nutrito gruppo di interpreti impegnati nella ricostruzione storica delle vicende narrate.

Per i docenti e le scuole interessate a integrare la visione del film con attività didattiche, sono disponibili materiali di approfondimento sul portale ufficiale Cinema per la Scuola. Si ricorda che, al momento, non risultano disponibili trailer ufficiali o pagine web di distribuzione istituzionale che permettano di approfondire ulteriormente le fasi produttive dell'opera.

Tags: scuola cinema storia
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