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Scuola, FLC CGIL: rimozione striscioni è attacco a Costituzione e autonomia

29 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

In queste ore la FLC CGIL ha lanciato un duro atto d'accusa contro quelle che definisce "pressioni e ingerenze esterne" rivolte ai dirigenti scolastici per far rimuovere dagli istituti gli striscioni con messaggi inclusivi, come la celebre frase "Qui nessuno è straniero". La denuncia, che tocca direttamente la libertà di insegnamento e la gestione democratica delle scuole, evidenzia un clima di crescente censura che punta a colpire l'autonomia delle istituzioni scolastiche italiane.

La presa di posizione del sindacato nasce da numerose segnalazioni giunte da diverse parti d'Italia, in cui si riferisce di richieste perentorie – talvolta accompagnate da toni intimidatori – per rimuovere non solo lo striscione sull'accoglienza, ma anche cartelli e manifesti che richiamano l'articolo 34 della Costituzione e il carattere aperto e plurale della scuola pubblica.

La denuncia della FLC CGIL: "Un attacco all'autonomia"

A farsi portavoce del malcontento e della preoccupazione dei capi d'istituto è Monica Fontana, responsabile della struttura nazionale di settore della dirigenza scolastica per la FLC CGIL. Attraverso un comunicato ufficiale della FLC CGIL.

"In questi giorni ci arrivano da più parti segnalazioni di pressioni spesso accompagnate da toni intimidatori e ingerenze esterne, rivolte a numerosi dirigenti scolastici affinché vengano rimossi dalle scuole gli striscioni con la scritta 'Qui nessuno è straniero'. O si chiede la rimozione di striscioni che fanno riferimento all’art. 34 della Costituzione e al carattere aperto e plurale della scuola. Come FLC CGIL, denunciamo con fermezza il clima di censura che tenta di colpire l'autonomia delle istituzioni scolastiche e il cuore stesso del loro mandato educativo".

Secondo il sindacato, lo slogan "Qui nessuno è straniero" non rappresenta in alcun modo una provocazione politica o un messaggio di parte. Al contrario, si tratta della traduzione pratica dei principi fondamentali contenuti nella Costituzione italiana, la quale sancisce la pari dignità sociale di ogni individuo, senza alcuna distinzione, e stabilisce espressamente che la scuola deve essere aperta a tutti.

I limiti del ruolo del dirigente scolastico: nessun mandato censorio

La nota della FLC CGIL affronta anche un nodo giuridico e professionale di grande rilievo: quali sono i reali compiti di un dirigente scolastico di fronte a simili pressioni esterne? Il sindacato chiarisce che il preside non ha alcun dovere di assecondare richieste di censura provenienti da soggetti esterni o da dinamiche politiche locali.

Il dirigente scolastico, infatti, ha il compito di garantire il corretto svolgimento delle attività didattiche e l'attuazione del Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF), deliberato dagli organi collegiali della scuola. Non rientra tra le sue funzioni quella di limitare l'espressione di valori educativi e costituzionali condivisi dall'intera comunità scolastica.

Nessun dirigente, ribadisce Fontana, può essere obbligato a rimuovere messaggi che promuovono l'inclusione, né può farsi promotore di censure per assecondare "malumori politici" o ingerenze di parte. Cedere a queste richieste significherebbe snaturare il ruolo stesso della scuola della Repubblica, che deve rimanere un luogo neutro rispetto alla politica dei partiti, ma fortemente orientato ai valori della democrazia e dell'integrazione.

Cosa fare in caso di pressioni o richieste di rimozione

Per tutelare la comunità educante, la FLC CGIL ha annunciato l'attivazione di una rete di supporto per tutti i dirigenti scolastici, i docenti e il personale ATA che dovessero trovarsi in situazioni di difficoltà a causa di queste ingerenze.

La battaglia della FLC CGIL si inserisce in un contesto più ampio di difesa della scuola pubblica come presidio democratico e inclusivo. Il sindacato promette di mettere in campo ogni strumento necessario per salvaguardare l'autonomia delle istituzioni scolastiche e impedire che il lavoro quotidiano del personale venga condizionato da intimidazioni o censure esterne.

Tags: sindacati scuola normativa
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