L'istruzione professionale prosegue il percorso di rafforzamento del modello duale, con un crescente interesse verso l'incremento delle ore di pratica in azienda già a partire dal primo biennio. L'obiettivo comune, condiviso a livello territoriale, è ridurre il mismatch tra le competenze acquisite sui banchi di scuola e i reali fabbisogni del tessuto produttivo locale.
Cosa cambia concretamente
La tendenza in atto punta all'anticipo temporale dell'esperienza lavorativa. Nel modello tradizionale — e nella stessa alternanza scuola-lavoro (oggi PCTO) — il contatto strutturato con le imprese si concentrava prevalentemente nel triennio finale. I nuovi protocolli mirano ad avviare la pratica in azienda già nei primi due anni del percorso quinquennale, aumentando il monte ore complessivo dedicato alla formazione in contesto lavorativo reale.
Si tratta di un'evoluzione del sistema duale italiano (introdotto dal D.Lgs. 61/2017 e rafforzato dalla legge 145/2018), che affianca alla didattica d'aula periodi di formazione presso datori di lavoro, attraverso contratti di apprendistato di primo livello (per il diploma) o percorsi di alternanza rafforzata. L'orientamento verso tali protocolli segna il passaggio da una fase sperimentale a una messa a regime su base territoriale.
Il nodo del mismatch competenze-lavoro
Il problema che l'intervento intende affrontare è strutturale: le imprese italiane, soprattutto nelle filiere tecniche e manifatturiere, segnalano da anni difficoltà a reperire profili con competenze tecniche immediatamente spendibili.
- Allineare i curricoli alle tecnologie e alle organizzazioni del lavoro attuali;
- Orientare prima gli studenti, riducendo abbandoni e ripensamenti nel triennio;
- Creare canali di reclutamento diretti per le imprese del territorio, che "formano" i propri futuri dipendenti.
Come si attivano i percorsi: il ruolo delle reti territoriali
L'attivazione richiede la sottoscrizione di protocolli d'intesa tra l'istituto professionale (o la rete di scuole), le associazioni di categoria, le Camere di Commercio e le singole imprese disponibili. I modelli di riferimento e le convenzioni quadro aggiornate sono disponibili per la consultazione e il download nella sezione dedicata alla formazione professionale sul portale istituzionale del Ministero dell'Istruzione e del Merito e sui siti web degli Uffici Scolastici Regionali (USR) di riferimento.
- Il numero di ore in azienda per ciascun anno del biennio;
- I tutor aziendali e scolastici responsabili del piano formativo individuale;
- La sicurezza sul lavoro (formazione obbligatoria ex D.Lgs. 81/2008 propedeutica all'ingresso);
- La certificazione delle competenze acquisite in contesto lavorativo, da far confluire nel portfolio dello studente.
Per le scuole, il passaggio operativo implica l'aggiornamento del PTOF (Piano Triennale dell'Offerta Formativa) e la stipula di convenzioni quadro che regolino assicurazioni, responsabilità e valutazione. Per approfondimenti normativi e supporto alla gestione.
Cosa devono fare ora dirigenti e docenti
- Verificare l'adesione della propria scuola ai protocolli territoriali promossi dagli Uffici Scolastici Regionali (USR) o dalle Regioni;
- Mappare le imprese del bacino di utenza disponibili ad accogliere studenti del biennio (serve un tutor aziendale per ogni 3-5 studenti);
- Formare i tutor scolastici sulla progettazione per competenze e sulla valutazione degli apprendimenti in situazione;
- Informare le famiglie fin dall'open day di novembre/gennaio: il duale biennale diventa elemento caratterizzante dell'offerta formativa.
Prossimi passi e monitoraggio
L'anno scolastico 2026/2027 si apre con questa nuova cornice operativa. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito, insieme a Inapp e alle Regioni, monitorerà l'effettiva attuazione: numero di studenti coinvolti, ore realizzate rispetto al previsto, tasso di occupazione a 12 e 24 mesi dal diploma. Solo i dati di ritorno diranno se l'anticipo al biennio riuscirà a incidere sul divario scuola-lavoro che frena l'occupabilità dei diplomati professionali.