Il dibattito pubblico e politico accesosi attorno alla rimozione e al successivo riposizionamento di striscioni negli istituti scolastici di Genova e Pinerolo rischia di oscurare le autentiche criticità che colpiscono quotidianamente le aule italiane. A lanciare l'allarme è Marco Macrì, rappresentante di Genova Inclusiva, che contesta l'utilizzo della scuola come terreno di scontro ideologico e mediatico a scapito dei bisogni reali degli studenti e delle loro famiglie.
Le emergenze strutturali e la carenza di organico
Secondo l'esponente di Genova Inclusiva, il dibattito si è polarizzato su elementi simbolici mentre gli istituti continuano a fare i conti con gravi carenze strutturali e di personale specializzato. "Uno striscione diventa per giorni il centro del dibattito pubblico, mentre nelle scuole continuano a esserci problemi molto più concreti e urgenti", evidenzia Macrì.
Nel suo intervento, Macrì elenca le problematiche che richiederebbero una reale attenzione da parte delle istituzioni: "Porte e finestre che non chiudono correttamente, ascensori assenti o fuori uso per mesi, classi con temperature insostenibili, carenza di docenti, insegnanti di sostegno, personale OSE, OSA, OEPAC e infermieri: questi dovrebbero essere i temi sui quali concentrare l'attenzione".
Inclusione scolastica e polemiche mediatiche
L'associazione richiama con forza anche il tema dell'accoglienza e dell'integrazione, sottolineando come la composizione eterogenea delle classi non debba essere strumentalizzata per fini di propaganda politica. "Nelle nostre scuole studiano insieme bambini con disabilità, studenti stranieri e italiani di seconda generazione. Non sono categorie da utilizzare per costruire campagne comunicative. Sono bambini e ragazzi ai quali bisogna garantire diritti, istruzione, inclusione e opportunità", prosegue Macrì.
La critica si estende alla contrapposizione costante della scena politica nazionale, con riferimento al confronto mediatico tra Ilaria Salis e Roberto Vannacci, accusato di sfruttare la scuola per alimentare consenso personale e visibilità: "La scuola non può diventare un ring ideologico nel quale destra e sinistra si contendono lo striscione del giorno. La scuola è il luogo nel quale bisogna garantire sicurezza, inclusione e integrazione, indipendentemente dal colore politico".
L'appello si conclude con un richiamo alla responsabilità educativa e istituzionale, mettendo in guardia dagli effetti di lungo termine che le mancanze del sistema scolastico possono provocare: "Uno striscione si può togliere in cinque minuti. Un diritto negato a un bambino può lasciare conseguenze per anni. È di questo che dovremmo discutere". Da qui l'invito rivolto alla politica a entrare realmente negli istituti, nelle periferie e a contatto con le famiglie che convivono con disabilità, povertà educativa e difficoltà di inserimento.