AMP ⚡
Scuola

Assegno Unico e sostegno alle famiglie: quanto costa crescere un figlio

27 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

Crescere un figlio in Italia comporta un impegno economico sempre più gravoso per i bilanci familiari, rendendo le misure di welfare pubblico strumenti di sopravvivenza quotidiana. Per l'anno 2026, l'Assegno unico e universale per i figli a carico (AUU) si conferma il principale pilastro di sostegno economico, forte di una rivalutazione degli importi legata all'inflazione e di procedure di rinnovo semplificate.

In questo scenario, capire come ottimizzare l'accesso ai sussidi e conoscere l'impatto reale delle spese di crescita è fondamentale per genitori e futuri tali. Facciamo il punto sui costi della genitorialità e sulle regole vigenti per l'Assegno Unico nel 2026.

La mappa dei costi: quanto costa mantenere un figlio?

L'impatto economico della genitorialità in Italia varia notevolmente a seconda del reddito e del territorio, ma le stime delle principali associazioni dei consumatori, tra cui Federconsumatori, indicano che il costo medio per crescere un figlio da 0 a 18 anni oscilla tra i 170.000 e i 320.000 euro complessivi.

A fronte di queste uscite costanti, lo Stato prevede alcune misure di attenuazione del carico fiscale e contributivo, tra le quali l'Assegno Unico rappresenta il sussidio più inclusivo e diffuso.

Assegno Unico 2026: erogazione d'ufficio e requisiti

Per l'anno in corso, l'INPS ha confermato un'importante semplificazione burocratica: non è stato necessario presentare una nuova domanda per chi già beneficiava della misura ed era in possesso di una pratica in stato "accolta". L'erogazione è proseguita d'ufficio in continuità, a patto che la precedente richiesta non fosse decaduta, revocata o respinta.

Questa continuità automatica ha evitato a milioni di famiglie di dover ripetere l'iter di inserimento dei dati sul portale dell'Istituto, riducendo i tempi di attesa e garantendo regolarità nei pagamenti mensili.

La rivalutazione dell'1,4% e le nuove soglie ISEE

La novità principale del 2026 sul fronte degli importi è contenuta nella circolare INPS 30 gennaio 2026, n. 7. L'Istituto ha recepito l'adeguamento annuale al costo della vita, disponendo la rivalutazione dell'1,4% sia per gli importi base della prestazione sia per le relative soglie ISEE.

Il ruolo dell'ISEE 2026 e le scadenze per gli arretrati

Sebbene la domanda si rinnovi automaticamente, il calcolo della quota spettante rimane strettamente legato alla situazione economica del nucleo familiare. Dal 1° gennaio 2026 è entrato in vigore il nuovo ISEE per le prestazioni familiari, il cui valore è stato applicato per determinare la cifra dell'Assegno Unico a partire dal mese di marzo.

Per i mesi di gennaio e febbraio 2026, l'INPS ha utilizzato come riferimento l'ISEE valido al 31 dicembre 2025.

I genitori che devono ancora regolarizzare la propria posizione per l'anno in corso possono ottenere rapidamente l'attestazione in modalità precompilata accedendo al Portale unico ISEE sul sito dell'INPS o tramite l'applicazione ufficiale INPS Mobile.

Tags: famiglie welfare assegno unico
Condividi:

Segui News Istruzione su Google News

Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola

Segui

Visualizza versione completa