Un grido d'allarme arriva dal mondo delle scuole paritarie, che in queste ore ha ribadito la necessità urgente di una revisione del sistema di finanziamento nazionale. Durante un incontro tenutosi a Roma, i rappresentanti delle associazioni di settore hanno evidenziato come la sostenibilità economica degli istituti sia giunta a un punto critico, mettendo seriamente a rischio la continuità didattica di numerosi plessi, in particolare quelli dedicati all'infanzia.
Il rischio, paventato dai gestori, è legato alla sostenibilità operativa degli istituti situati nelle aree periferiche, che affrontano crescenti difficoltà gestionali in un contesto di risorse limitate.
La situazione nelle periferie
La difficoltà maggiore riguarda proprio le strutture che operano nei contesti territoriali più fragili. In queste zone, la scuola paritaria svolge spesso una funzione di presidio sociale essenziale, garantendo un'offerta educativa che, in assenza di tali realtà, risulterebbe carente o del tutto assente per le famiglie residenti.
I gestori sottolineano come il sistema attuale non riesca più a coprire i costi crescenti di gestione, aggravati da una congiuntura economica che mette sotto pressione le casse delle scuole. La richiesta avanzata durante il confronto romano è quella di un intervento strutturale che permetta di garantire la sopravvivenza di questi plessi, evitando che il peso economico ricada interamente sulle famiglie o che porti, come estrema conseguenza, alla cessazione delle attività.
Cosa chiedono i gestori
Al centro della discussione non c'è solo la sopravvivenza dei singoli istituti, ma la tenuta dell'intero sistema nazionale di istruzione, di cui la scuola paritaria è parte integrante secondo quanto previsto dalla Legge 62/2000. La proposta delle associazioni è chiara: una revisione dei meccanismi di finanziamento che sia in grado di rispondere in modo più flessibile e tempestivo alle necessità delle scuole, specialmente di quelle che operano in contesti a rischio spopolamento o di marginalità sociale.
In vista della prossima discussione sul DDL Bilancio, i rappresentanti di categoria stanno sollecitando l'inserimento di emendamenti specifici volti a incrementare il fondo per il funzionamento delle scuole paritarie. Tali proposte mirano a stabilizzare le risorse destinate al sostegno degli alunni con disabilità e a potenziare il contributo statale ordinario, cercando di tradurre le istanze del settore in misure legislative concrete all'interno del prossimo ciclo di programmazione economica.
Nelle prossime settimane, il dibattito si sposterà probabilmente nelle sedi istituzionali competenti, dove i gestori continueranno a sollecitare un tavolo di confronto per discutere le possibili soluzioni e prevenire l'interruzione dei percorsi educativi per migliaia di bambini. La preoccupazione resta alta, con l'obiettivo condiviso di evitare che la chiusura degli istituti possa trasformarsi in una realtà diffusa entro la fine del 2026.




