Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha reso noto il quadro delle consistenze organiche del personale ATA per l'anno scolastico 2026/2027. Con la diffusione del Decreto Ministeriale n. 180 del 7 settembre 2026, l'amministrazione centrale ha formalizzato la ripartizione dei posti tra i diversi Uffici Scolastici Regionali, applicando i parametri di calcolo e i criteri previsti dalla normativa di riferimento.
Il provvedimento definisce i contingenti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario assegnati a ciascun territorio, consentendo così agli uffici periferici e alle istituzioni scolastiche di stabilire i quadri di funzionamento per il servizio scolastico ordinario.
Cosa stabilisce il provvedimento ministeriale
Il decreto ministeriale dà attuazione all'articolo 2 del Decreto Interministeriale n. 181 del 2016, il testo regolamentare che disciplina la determinazione e la ripartizione dell'organico di diritto per tutti i profili del personale ATA. Sulla base dei dati relativi alla popolazione scolastica, al numero dei plessi, ai laboratori attivi e alla complessità organizzativa delle istituzioni scolastiche autonome, il Ministero ha quantificato le consistenze regionali complessive.
- Collaboratori scolastici: addetti ai servizi generali, all'accoglienza, alla vigilanza sugli alunni e alla cura degli ambienti scolastici;
- Assistenti amministrativi: incaricati della gestione documentale, contabile e delle pratiche di segreteria;
- Assistenti tecnici: assegnati ai laboratori delle scuole secondarie di secondo grado e al supporto tecnologico nelle istituzioni scolastiche;
- Operatori e figure di supporto: ulteriori profili previsti dall'ordinamento professionale del comparto istruzione e ricerca;
- Funzionari ed elevate qualificazioni (ex DSGA): responsabili della gestione amministrativo-contabile delle segreterie scolastiche.
Dalla ripartizione regionale alle singole scuole
La pubblicazione del contingente nazionale suddiviso per regioni costituisce il primo fondamentale passaggio amministrativo. Da questo momento, il procedimento passa nelle mani degli Uffici Scolastici Regionali (USR) e dei rispettivi Uffici di Ambito Territoriale (gli ex provveditorati).
- Ripartizione provinciale: ciascun USR provvede a suddividere il contingente regionale tra i vari ambiti territoriali della propria giurisdizione, tenendo conto delle esigenze specifiche emerse a livello locale;
- Assegnazione alle istituzioni scolastiche: gli Uffici di Ambito Territoriale assegnano formalmente i posti a ciascuna scuola, determinando la consistenza dell'organico di diritto per ogni profilo;
- Gestione dei posti in deroga e organico di fatto: a fronte di situazioni di particolare complessità, disabilità certificate, plessi dislocati su territori montani o isole, gli uffici attivano le consuete procedure per l'adeguamento dell'organico alla situazione di fatto.
Gli effetti su mobilità, immissioni in ruolo e supplenze
La quantificazione precisa della dotazione organica rappresenta la base su cui si poggiano tutte le principali operazioni di gestione del personale della scuola. In particolare.
- Movimenti e trasferimenti: la disponibilità dei posti vacanti nelle sedi scolastiche determina i margini per le operazioni di mobilità territoriale e professionale del personale di ruolo;
- Assunzioni a tempo indeterminato: le consistenze dell'organico di diritto costituiscono il parametro di riferimento per il contingente di immissioni in ruolo autorizzato annualmente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze;
- Incarichi a tempo determinato: i posti rimasti scoperti al termine delle immissioni in ruolo e delle utilizzazioni confluiscono nelle operazioni di conferimento delle supplenze annuali (al 31 agosto) e fino al termine delle attività didattiche (al 30 giugno), attingendo dalle graduatorie permanenti (24 mesi) e d'istituto.
I dirigenti scolastici e le segreterie possono ora procedere all'adeguamento dei carichi di lavoro e all'organizzazione dei servizi generali e amministrativi sulla base dei contingenti formalizzati dall'amministrazione.




