Il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha varato il nuovo piano per l'apprendimento della lingua italiana rivolto agli alunni stranieri, in attuazione delle misure previste dal Decreto-Legge n. 71/2024 (convertito con modificazioni dalla Legge n. 106/2024). Il provvedimento, formalizzato mediante apposito decreto ministeriale recante le linee di indirizzo operative, segna un intervento strutturale sul tema dell'integrazione e del successo formativo.
Il provvedimento prevede l'attivazione di corsi di potenziamento della lingua italiana a carattere extra-curricolare, pensati per affiancare la didattica ordinaria e colmare i divari linguistici che spesso rallentano il percorso formativo degli studenti non italofoni. L'obiettivo dichiarato è garantire pari opportunità di successo scolastico, intervenendo sulle difficoltà che la mancata padronanza della lingua d'insegnamento crea nell'accesso ai contenuti disciplinari.
Cosa prevede il piano
- strutturare interventi mirati fuori dall'orario curricolare;
- coinvolgere le scuole in percorsi dedicati, con risorse e metodologie condivise;
- superare l'approccio emergenziale a favore di una programmazione sistematica.
Sul piano economico, l'iniziativa si avvale di stanziamenti ad hoc garantiti dalle risorse europee del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) nell'ambito del Programma Nazionale «PN Scuola e Competenze 2021-2027», affiancate da fondi del bilancio nazionale per supportare in modo mirato le istituzioni scolastiche con una presenza rilevante di studenti non italofoni, evitando una semplice riallocazione dell'organico ordinario.
Il contesto: i numeri dell'alunno straniero in Italia
L'iniziativa si colloca in un quadro dove la presenza di alunni con cittadinanza non italiana è strutturale. Secondo l'ultimo rapporto ufficiale del Ministero relativo all'anno scolastico 2023/2024, gli studenti stranieri rappresentano l'11,2% della popolazione scolastica complessiva, con concentrazioni significative nel Nord Italia e nelle grandi aree metropolitane. La dispersione scolastica e il ritardo nel percorso di studi restano più elevati rispetto alla media nazionale per questa fascia di popolazione.
Cosa cambia per le scuole
Per dirigenti e docenti, il piano introduce un riferimento nazionale cui allineare i Piani dell'offerta formativa e i progetti di accoglienza e integrazione. Le scuole dovranno prevedere spazi e tempi dedicati al potenziamento linguistico, in raccordo con i territori e gli enti locali. La natura extra-curricolare degli interventi richiederà un'organizzazione che tenga conto del calendario scolastico e della disponibilità del personale.
Prossimi passaggi
Gli Uffici scolastici regionali accompagneranno le istituzioni scolastiche nell'attuazione dei percorsi e nel monitoraggio delle attività, mentre i collegi dei docenti integreranno i progetti nei piani educativi d'istituto, procedendo alla rilevazione dei livelli linguistici in ingresso per definire i gruppi di apprendimento.
Per consultare gli atti e i documenti ufficiali: sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito mim.gov.it.