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Scuola

Modena, assalto al discount: la scuola Ial si dice vittima, non colpevole

25 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

La scuola non c'entra nulla. È questa la precisazione fondamentale che arriva dall'Istituto Professionale (Ial) di Modena dopo l'episodio di violenza accaduto il 22 settembre, quando un gruppo di 50-60 giovani ha assaltato un supermercato discount situato nelle immediate vicinanze della sede scolastica di via Rainusso. Inizialmente, la vicinanza e l'orario del fatto avevano fatto pensare a un coinvolgimento diretto degli alunni dell'istituto, ma il comunicato dell'ente di formazione professionale ribalta completamente la narrativa: gli aggressori provenivano dall'esterno e non erano studenti della scuola.

"Era una spedizione punitiva contro un nostro allievo, difeso e protetto da una nostra giovane docente, che ha messo a rischio la propria incolumità pur di far desistere gli aggressori". Lo dichiara l'Ial Emilia-Romagna, l'ente accreditato dalla Regione che gestisce il biennio di istruzione e formazione nella sede modenese. La direzione dell'istituto precisa che la scuola, i docenti e gli alunni sono da considerarsi vittime di quanto accaduto, piuttosto che responsabili o colpevoli di un'azione premeditata.

Cosa è successo il 22 settembre

Secondo quanto ricostruito dall'ente, al termine delle lezioni del 22 settembre, mentre i ragazzi dello Ial si stavano preparando per uscire dall'edificio, un gruppo di coetanei, estranei all'istituto, si era già radunato all'ingresso. La situazione è degenerata rapidamente, trasformando l'uscita quotidiana in un momento di forte tensione e pericolo. Inizialmente, la confusione e la presenza di un gran numero di giovani avevano indotto a pensare che il gruppo fosse composto da studenti della scuola, ma le verifiche immediate hanno smentito questa ipotesi.

Di fronte all'aggressione, il personale scolastico ha reagito con prontezza. Alcuni professori hanno scortato fisicamente gli studenti mentre uscivano, cercando di separarli dalla folla aggressiva, mentre altri hanno immediatamente contattato le forze dell'ordine per richiedere un intervento. L'episodio, ripreso e condiviso sui social network, ha attirato l'attenzione pubblica, ma la chiave di lettura fornita dall'Ial cambia radicalmente la prospettiva: non si tratta di un'azione organizzata da studenti interni, ma di un attacco esterno mirato.

Il messaggio della dirigenza: "Non siamo agenti di polizia"

La reazione della scuola non si è limitata alla gestione dell'emergenza sul momento, ma ha sfociato in una dura presa di posizione verso la comunità e le istituzioni locali. Ciro Donnarumma, presidente dello Ial Emilia-Romagna, ha lanciato un allarme chiaro e netto: "La città non può delegare al nostro ente la tutela dell'incolumità dei nostri allievi all'esterno della scuola".

Questa affermazione sottolinea un limite strutturale e deontologico che le scuole si trovano a fronteggiare sempre più spesso. Come specificato da Donnarumma, "Siamo docenti, formatori ed educatori, non agenti di polizia e carabinieri". La richiesta implicita è che la sicurezza nell'area circostante gli istituti scolastici non possa essere lasciata all'improvvisazione o alla buona volontà del personale educativo, ma debba essere garantita da chi ha i poteri e gli strumenti legali per farlo, ovvero le forze di polizia e le amministrazioni locali.

Perché questa precisazione è importante

Nel mondo della cronaca scolastica, è facile che un episodio violento che avviene vicino a una scuola venga automaticamente etichettato come "fatto da studenti", con conseguenti ripercussioni sulla reputazione dell'istituto e sul clima di fiducia delle famiglie. In questo caso.

L'episodio, sebbene isolato nelle sue dinamiche specifiche (la difesa di un singolo allievo da parte di un docente), riflette una tendenza più ampia: le scuole sono sempre più chiamate a gestire situazioni di rischio sociale che esulano dalla loro missione educativa. La linea tracciata dall'Ial di Modena è quella di un istituto che si riconosce vittima di un'aggressione esterna e che chiede di non essere additato come responsabile della sicurezza pubblica nelle sue vicinanze.

Per il momento, non sono state rese note ulteriori dettagli sulle indagini in corso da parte delle forze dell'ordine, né sull'identità dei responsabili della spedizione punitiva. La comunità scolastica di Modena resta in allerta, con la speranza che la chiarezza fornita dall'ente possa contribuire a una riflessione più matura sul ruolo della scuola e sulla sicurezza urbana.

Tags: sicurezza cronaca modena
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