La Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui) ha approvato a maggioranza il piano strategico d'indirizzo per il finanziamento del sistema universitario statale e della ricerca scientifica. Il parere favorevole dell'organismo di rappresentanza degli atenei sblocca la definizione dei criteri per l'assegnazione e il riparto del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) destinato agli istituti accademici per il nuovo anno accademico.
Il provvedimento si inserisce nel quadro delineato dal Ministero dell'Università e della Ricerca guidato dal ministro Anna Maria Bernini, con l'adozione del Decreto Ministeriale n. 842 del 24 settembre 2026, che formalizza le linee di programmazione economica per l'intero comparto della formazione superiore.
Cosa prevede il piano d'indirizzo per il Fondo di Finanziamento Ordinario
Il Fondo di Finanziamento Ordinario rappresenta la voce principale attraverso cui lo Stato garantisce il funzionamento ordinario degli atenei pubblici, la copertura delle spese di personale docente e tecnico-amministrativo, le attività didattiche e il sostegno alla ricerca di base. L'intesa raggiunta sui criteri di distribuzione punta a dare stabilità pluriennale ai bilanci universitari, fissando indicatori precisi per l'allocazione delle risorse statali.
- Sostenibilità economico-finanziaria: consolidamento della quota base di funzionamento per garantire la regolarità delle attività didattiche e la continuità dei servizi agli studenti;
- Premialità e qualità: valorizzazione dei risultati ottenuti nella ricerca scientifica e nell'offerta formativa, tenendo conto degli esiti delle valutazioni nazionali;
- Interventi perequativi: misure mirate a ridurre i divari territoriali e a sostenere gli atenei situati in aree caratterizzate da minore densità demografica o maggiore complessità socio-economica;
- Sviluppo strategico: incentivi per l'innovazione didattica, l'internazionalizzazione dei corsi di studio e il potenziamento dei percorsi dedicati alle tecnologie emergenti.
Le ricadute per atenei, docenti e studenti
La definizione tempestiva dei criteri di riparto consente agli organi di governo delle singole università di programmare con maggiore certezza i propri bilanci di previsione. Per gli atenei, disporre del quadro di assegnazione delle risorse significa poter pianificare gli investimenti sulle infrastrutture, programmare i bandi di reclutamento per ricercatori e docenti e gestire la sostenibilità degli organici del personale tecnico-amministrativo.
Sul fronte degli studenti, la stabilizzazione delle risorse ordinarie incide direttamente sulla qualità dei servizi di tutorato, sull'ampliamento degli spazi di studio, sulle agevolazioni per la frequenza e sulla regolarità dei corsi di laurea, evitando tagli lineari ai servizi di supporto allo studio.
I prossimi passaggi
Con l'approvazione del documento di indirizzo e l'emanazione dell'atto ministeriale, la direzione generale competente del Ministero dell'Università e della Ricerca procederà al calcolo analitico delle quote spettanti a ciascun ateneo statale. Le singole istituzioni universitarie riceveranno la comunicazione degli importi assegnati per procedere alle relative variazioni di bilancio e alla definitiva attuazione delle linee di spesa previste.