Il tetto massimo del 30% di studenti stranieri per singola classe potrebbe presto diventare una norma di legge statale. A ribadire l'intenzione del Ministero dell'Istruzione e del Merito è il ministro Giuseppe Valditara, sottolineando l'esigenza di superare i limiti applicativi della circolare ministeriale attualmente in vigore per garantire una reale integrazione ed evitare la nascita di classi ghetto.
L'obiettivo dichiarato è quello di distribuire in modo più equilibrato gli alunni tra i diversi plessi e le diverse sezioni, evitando concentrazioni eccessive che rischiano di compromettere l'efficacia della didattica e il percorso di apprendimento dell'intero gruppo classe.
A questo proposito, il ministro ha precisato la portata effettiva del fenomeno, chiarendo che le situazioni che superano tale limite sono circoscritte a meno di mille casi in tutta Italia e riguardano in larga prevalenza la scuola primaria, dove si concentra maggiormente l'esigenza di accompagnare i primi apprendimenti.
Dalla circolare alla legge: cosa prevede la proposta
Il limite del 30% di alunni non italiani nelle classi non è un parametro del tutto inedito: era già stato introdotto a livello amministrativo tramite indicazioni ministeriali, ma nella pratica ha trovato un'applicazione parziale e disomogenea sul territorio nazionale. Da qui la scelta annunciata dal ministro di procedere per via legislativa.
- Coordinamento territoriale: il compito di gestire la distribuzione degli studenti spetterà agli Uffici Scolastici Regionali, che dovranno raccordarsi con le singole istituzioni scolastiche.
- Criterio di prossimità: la ridistribuzione avverrà secondo buonsenso, indirizzando gli alunni verso altre sezioni dello stesso istituto o verso scuole limitrofe, senza imporre spostamenti gravosi o distanze eccessive alle famiglie.
- Prevenzione della dispersione: evitare che un'elevata percentuale di studenti privi di competenze linguistiche di base rallenti i programmi scolastici comuni e aumenti il rischio di insuccesso formativo.
L'apprendimento della lingua e i docenti dedicati
Al centro dell'intervento ministeriale resta la padronanza della lingua italiana, considerata il requisito indispensabile per qualsiasi percorso di inserimento e successo scolastico. Quando una classe presenta una percentuale rilevante di alunni che non conoscono l'italiano, la didattica ordinaria incontra inevitabilmente forti difficoltà di gestione.
Per sostenere le scuole nell'accoglienza degli studenti di recente immigrazione, il Ministero ha avviato misure specifiche di potenziamento organico, con l'immissione di mille docenti dedicati all'insegnamento dell'italiano L2 per gli studenti di primo arrivo. L'intervento punta a fornire alle scuole le risorse necessarie per attivare percorsi intensivi di alfabetizzazione linguistica prima e durante l'inserimento pieno nei programmi ordinari.
Compiti a casa e registro elettronico: nuove indicazioni
Oltre al tema della composizione delle classi, l'attenzione del Ministero si concentra sulla gestione del carico di lavoro pomeridiano e sull'utilizzo corretto del registro elettronico, per evitare situazioni di stress eccessivo per studenti e famiglie.
- Niente compiti fuori orario: resta vietata l'assegnazione di compiti in orario serale con scadenza per il giorno successivo.
- Uso del diario cartaceo: le attività da svolgere a casa devono essere annotate tempestivamente durante l'orario delle lezioni sul diario personale dello studente.
- Distribuzione delle verifiche: gli istituti sono invitati a programmare le prove scritte e le interrogazioni in modo equilibrato, evitando la concentrazione di più verifiche nella medesima giornata.
Su questi aspetti il Ministero ha annunciato l'emanazione di indicazioni ancora più stringenti, affinché gli strumenti digitali rimangano un supporto trasparente di comunicazione scuola-famiglia e non si trasformino in un elemento di apprensione quotidiana.
Foto di copertina: Ministero dell’Istruzione — CC BY 3.0 it, via Wikimedia Commons