La gestione delle facoltà assunzionali per i dirigenti scolastici e lo scorrimento delle graduatorie concorsuali restano al centro del confronto tra Ministero dell'Istruzione e del Merito e organizzazioni sindacali. Al centro del dibattito vi è il contingente autorizzato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) per l'anno scolastico 2026/2027, giudicato insufficiente dalla UIL Scuola rispetto alle reali necessità degli istituti e alle aspettative dei docenti idonei e vincitori.
I numeri del contingente e la ripartizione dei posti
A fronte di una richiesta iniziale formulata dal Ministero dell'Istruzione per 382 unità complessive, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha concesso l'autorizzazione per 365 posti.
- 346 nuove immissioni in ruolo ripartite tra le due procedure concorsuali attive;
- 19 trattenimenti in servizio di dirigenti già in organico.
Rispetto alla proposta avanzata dall'amministrazione centrale, non sono stati autorizzati 17 ulteriori posti che erano stati richiesti per gestire la posizione dei candidati già immessi in ruolo da una delle due procedure e utilmente collocati anche nella graduatoria concorrente.
- 216 posti (pari al 62,61%) assegnati attingendo dalle graduatorie regionali del concorso ordinario (DDG n. 2788/2023);
- 129 posti (pari al 37,39%) destinati alla graduatoria nazionale della procedura riservata (DM n. 107/2023).
La situazione degli idonei e le criticità aperte
Il quadro delineato dai numeri ministeriali evidenzia una platea ancora consistente di candidati che rimangono all'interno delle graduatorie. Al termine delle attuali operazioni risultano infatti ancora 155 candidati nelle graduatorie del concorso ordinario, suddivisi tra 54 vincitori e 101 idonei, con una distribuzione non omogenea tra le diverse regioni d'Italia.
Nel suo comunicato ufficiale, la federazione UIL Scuola RUA ha espresso una valutazione fortemente critica sull'entità complessiva del contingente deliberato dal MEF. L'esclusione dei 17 posti aggiuntivi rappresenta, secondo la sigla, un'occasione mancata per dare piena copertura alle sedi scolastiche e valorizzare chi ha superato le prove selettive.
Il nodo dei trattenimenti in servizio
Un altro aspetto su cui il sindacato ha posto l'accento riguarda l'impatto dei 19 trattenimenti in servizio autorizzati. La permanenza oltre il limite ordinario sottrae posti diretti alle nuove nomine, rallentando l'immissione in ruolo degli aspiranti presenti nelle graduatorie vigenti del concorso ordinario e della procedura riservata.
L'organizzazione sindacale sottolinea come il ricorso reiterato a questo istituto rischi di comprimere strutturalmente le opportunità di accesso alla dirigenza scolastica nei prossimi anni scolastici, riducendo gli spazi per lo scorrimento integrale delle graduatorie di merito.
Equilibrio tra le procedure concorsuali
Sul piano dei criteri di suddivisione tra ordinario e riservato, la UIL Scuola ha invece confermato il parere favorevole circa l'applicazione delle norme introdotte dalla Legge di Bilancio e dal Decreto Milleproroghe. L'impianto normativo ha permesso di contemperare le posizioni delle due distinte platee concorsuali, limitando il contenzioso e garantendo regole certe nell'attribuzione delle sedi.
Resta tuttavia aperta la richiesta di ulteriori interventi organici per garantire la copertura stabile di tutte le istituzioni scolastiche autonome, il superamento delle reggenze e una tutela complessiva dei candidati inseriti a pieno titolo nelle graduatorie statali.




