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Scuola

Niente asilo in 34 comuni: le scuole dell'infanzia fanno rete

21 settembre 2026 di Francesco Perrone

Nelle valli e nelle aree periferiche della provincia di Bergamo, la porta d'ingresso dell'asilo non è soltanto l'accesso a una classe, ma il cuore pulsante dell'intera comunità. Quando un plesso scolastico rischia di chiudere i battenti, a spegnersi è l'ultimo presidio di socialità per le famiglie residenti. Oggi, in ben 34 comuni del territorio bergamasco non è presente alcun servizio dedicato alla prima infanzia, né statale né paritario. Per arrestare questa desertificazione educativa alimentata dal calo demografico, diverse realtà locali hanno deciso di non arrendersi, scegliendo la strada dell'alleanza e dell'ingresso strutturato nel Terzo Settore.

I dati che tracciano la mappa scolastica della provincia raccontano una profonda trasformazione demografica e gestionale. L'elenco dei 34 comuni totalmente sprovvisti di asili nido o scuole dell'infanzia comprende: Algua, Averara, Bedulita, Blello, Brumano, Capizzone, Cassiglio, Colere, Corna Imagna, Cornalba, Costa Serina, Cusio, Dossena, Foppolo, Fuipiano Valle Imagna, Isola di Fondra, Lenna, Mezzoldo, Moio de’ Calvi, Olmo al Brembo, Oltre il Colle, Ornica, Piazzatorre, Piazzolo, Roncobello, Santa Brigida, Taleggio, Ubiale Clanezzo, Valleve, Valnegra, Valtorta, Vedeseta, Viadanica e Vigolo.

Come evidenziato dal quadro territoriale analizzato originariamente da L'Eco di Bergamo, la mancanza di servizi di prossimità rappresenta un dato allarmante. La scuola dell'infanzia, specialmente nei piccoli paesi montani e vallari, si configura come un fattore indispensabile di coesione sociale e di supporto concreto alla quotidianità dei genitori.

L'alleanza nel Terzo Settore per salvare le scuole

Per dare continuità e sostenibilità economica ai piccoli istituti, diversi enti gestori, parrocchie e fondazioni hanno intrapreso una riorganizzazione giuridica. La risposta strategica passa attraverso la costituzione di soggetti unitari e reti territoriali pronti a iscriversi al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), istituito con il Decreto Legislativo 117/2017.

L'integrazione nel modello degli Enti del Terzo Settore (ETS) permette alle scuole di conservare la propria identità educativa, ottimizzando al contempo la gestione contabile, burocratica e del personale. Casimiro Corna, consulente dell'associazione Adasm-Fism di Bergamo, invita i gestori a consultare il portale ufficiale Adasm-Fism per accedere alle guide pratiche sull'iscrizione al RUNTS.

«Tra i principali benefici vi sono il riconoscimento formale della natura non lucrativa dell’ente, i conseguenti effetti fiscali, la possibilità di accedere al 5x1000, una maggiore facilità nell’accesso a bandi pubblici e privati e un rapporto più strutturato con gli enti locali.»

Attualmente si contano già circa quaranta scuole dell'infanzia della provincia bergamasca iscritte ufficialmente al RUNTS, una cifra destinata ad aumentare a fronte dei primi positivi risultati di aggregazione gestionale.

Il caso di Nembro: la fondazione incontra la scuola parrocchiale

Un esempio concreto di come la collaborazione tra enti possa salvaguardare la presenza della scuola sul territorio giunge dal comune di Nembro. In questo centro della Valle Seriana, una scuola dell'infanzia gestita da una fondazione si è unita con una scuola parrocchiale, coinvolgendo attivamente anche le amministrazioni comunali.

Il percorso unitario si è concluso con il completamento dell'iter d'iscrizione al RUNTS, ponendo le basi per un organismo Unico in grado di coordinare risorse professionali ed economiche. Pietro Daina, presidente dell'ente nato dall'unione.

«La nostra esperienza a Nembro è concretezza formale e sostanziale, dalla quale partire per compiere ulteriori passi concreti.»

Cosa cambia per la gestione delle scuole di montagna

Il modello della rete e dell'Ets non costituisce soltanto un adempimento burocratico, ma offre uno strumento pratico per difendere il diritto all'istruzione nei territori marginali.

L'alleanza tra le scuole dell'infanzia della bergamasca dimostra come la risposta al calo delle nascite richieda soluzioni di sistema, capaci di superare i perimetri dei singoli comuni per preservare un patrimonio educativo fondamentale per le famiglie italiane.

Tags: scuola cronaca terzosettore
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