Con l'avvio del nuovo anno scolastico tornano nelle scuole secondarie di primo grado le attività dedicate all'insegnamento del latino. La disciplina viene proposta su base facoltativa e opzionale per gli studenti delle classi seconde e terze, inserendosi nel quadro del progetto denominato Lel (Latino per l'educazione linguistica). L'iniziativa non prevede costi aggiuntivi per le casse statali e vede gli istituti scolastici organizzarsi in autonomia, principalmente attraverso moduli pomeridiani integrativi.
Cos'è il percorso e a chi si rivolge
Il progetto punta a utilizzare il latino non come semplice nozionismo grammaticale fine a se stesso, ma come strumento per consolidare le competenze nell'uso della lingua italiana. Nelle intenzioni formative delineate per il primo ciclo di istruzione, la lingua classica diventa una chiave di lettura per comprendere l'evoluzione delle parole, affinare le capacità logiche ed espressive e confrontarsi con le radici storiche della nostra cultura.
L'adesione alle attività è interamente rimessa alla libera scelta delle famiglie e degli alunni.
- Classi seconde: per favorire un primo contatto propedeutico con la struttura morfosintattica e lessicale.
- Classi terze: con un ruolo strategico anche sul piano dell'orientamento scolastico, permettendo ai ragazzi di valutare con maggiore consapevolezza i percorsi della scuola secondaria di secondo grado in cui il latino fa parte del piano di studi.
L'organizzazione dei corsi nelle scuole
Nelle realtà territoriali, a partire dall'esperienza di istituti come quelli della provincia di Reggio Emilia, i dirigenti scolastici e i collegi dei docenti stanno programmando i calendari delle lezioni. Dopo la fase iniziale di accoglienza e l'avvio delle lezioni ordinarie, le segreterie e i referenti di progetto raccolgono le manifestazioni d'interesse delle famiglie, per poi avviare i laboratori nel corso del primo quadrimestre.
I percorsi si svolgono prevalentemente in orario aggiuntivo pomeridiano rispetto al quadro orario mattutino. Per la copertura economica delle attività extracurricolari, le scuole ricorrono all'autonomia gestionale: si impiegano risorse interne destinate ai progetti di ampliamento dell'offerta formativa e finanziamenti europei dedicati al potenziamento delle competenze di base e al contrasto della dispersione scolastica, inclusi i fondi previsti nell'ambito dell'Agenda Nord e del Piano estate.
Il valore orientativo e l'inclusione
L'approccio laboratoriale del metodo Lel registra un interesse trasversale. I primi dati provenienti dai comprensivi confermano che le adesioni non dipendono dal contesto socio-economico di provenienza dei ragazzi. La partecipazione coinvolge sia studenti con percorsi scolastici già brillanti sia allievi di origine straniera, motivati dalla curiosità di esplorare l'origine etimologica dei vocaboli italiani ed europei.
Il laboratorio diventa così un'occasione per sperimentare un metodo di studio analitico prima del passaggio alle superiori, aiutando i ragazzi a superare il timore di una materia tradizionalmente percepita come impegnativa e verificando sul campo le proprie attitudini di studio.
La prospettiva per il futuro e i nodi aperti
Se nell'immediato la formula scelta è quella dell'orario aggiuntivo pomeridiano a partecipazione volontaria, l'insegnamento del latino alle medie è destinato a entrare a pieno regime a partire dal prossimo anno scolastico, sempre nel rispetto del principio dell'assenza di oneri per lo Stato.
Questo passaggio comporterà una revisione più strutturata dell'attività didattica ordinaria, che richiederà l'impiego delle risorse interne alle scuole e una ridefinizione della scansione oraria. Tra i dirigenti scolastici resta tuttavia aperta l'attesa per indicazioni ministeriali applicative più dettagliate, necessarie a chiarire sia i requisiti specifici di accesso per i docenti di lettere chiamati a tenere le lezioni, sia l'esatta collocazione della materia all'interno del tempo scuola curricolare.