L'inclusione scolastica degli alunni con disabilità comprende situazioni, bisogni educativi e livelli di assistenza molto differenti tra loro. A Genova, all'interno di questa realtà più ampia, è attiva da anni l'esperienza dei Poli R.E.S. (Risorse Educative Speciali), rivolta in particolare ad alunni con pluridisabilità e condizioni di particolare gravità e complessità assistenziale.
È importante chiarire fin dall'inizio che i Poli R.E.S. non rappresentano la modalità ordinaria di inclusione della generalità degli alunni con disabilità. Si tratta di un'organizzazione destinata a una componente numericamente circoscritta della popolazione scolastica con disabilità, caratterizzata da bisogni educativi, assistenziali, relazionali e sanitari particolarmente complessi.
L'esperienza è presente in più istituzioni scolastiche del territorio genovese e non costituisce quindi una specificità del solo Istituto Comprensivo Montaldo. Presso la scuola primaria Anna Frank dell'IC Montaldo, ad esempio, è attiva una sezione Polo R.E.S., ma analoghi progetti sono presenti anche in altre scuole cittadine.
Che cosa sono i Poli R.E.S.
I Poli Risorse Educative Speciali sono organizzazioni scolastiche pensate per rispondere alle necessità di alunni con pluridisabilità gravi, per i quali possono essere necessari ambienti appositamente attrezzati, interventi educativi fortemente personalizzati e una presenza significativa di figure di supporto.
La documentazione del Comune di Genova descrive, in alcune scuole, la presenza di sezioni Polo R.E.S. frequentate da alunni con pluridisabilità grave. Gli spazi vengono utilizzati sia per interventi educativi individualizzati sia per attività laboratoriali di integrazione con gli altri alunni della scuola.
Il modello, quindi, prevede la disponibilità di ambienti e sezioni specificamente organizzati per rispondere a bisogni molto complessi, ma non si esaurisce nelle attività svolte all'interno di tali spazi. Una parte importante della progettazione riguarda infatti anche le occasioni di relazione, partecipazione e attività condivise con il resto della comunità scolastica.
Una realtà rivolta a situazioni particolarmente complesse
Uno degli aspetti fondamentali per comprendere correttamente l'esperienza dei Poli R.E.S. è proprio la tipologia di alunni ai quali il progetto è rivolto.
Non si tratta di un modello destinato indistintamente a tutti gli studenti con disabilità, né a tutti gli alunni con disabilità certificata come grave. I Poli sono pensati soprattutto per situazioni di pluridisabilità e per condizioni caratterizzate da bisogni assistenziali ed educativi particolarmente elevati.
Anche il Comune di Genova, nella propria documentazione più recente, identifica espressamente i servizi collegati ai Poli R.E.S. come interventi destinati ad alunni con pluridisabilità.
Questa precisazione è essenziale perché consente di collocare correttamente l'esperienza genovese: i Poli riguardano una parte specifica e numericamente limitata degli alunni con disabilità e non possono essere considerati, automaticamente, il modello generale attraverso il quale viene realizzata l'inclusione scolastica.
Spazi dedicati e attività condivise
La presenza di spazi dedicati risponde alla necessità di predisporre ambienti adeguati a esigenze che possono riguardare la comunicazione, la motricità, la percezione sensoriale, l'autonomia personale e la relazione.
All'interno dei Poli possono essere realizzati interventi individualizzati, attività in piccolo gruppo e percorsi educativi costruiti sulla base delle caratteristiche del singolo alunno.
Parallelamente, la progettazione può prevedere laboratori e attività realizzati insieme agli altri studenti della scuola. È proprio questa combinazione tra personalizzazione degli interventi e partecipazione alla vita scolastica a caratterizzare l'esperienza.
In alcuni istituti sono inoltre disponibili ambienti specifici, come stanze multisensoriali e spazi attrezzati, utilizzati per favorire lo sviluppo percettivo, motorio, comunicativo e relazionale.
Il ruolo di docenti e operatori
La gestione di situazioni di pluridisabilità richiede una progettazione che coinvolge diverse figure professionali.
I docenti curricolari e di sostegno lavorano insieme agli operatori socio-assistenziali e alle altre figure coinvolte nel percorso dell'alunno, definendo gli interventi sulla base dei bisogni individuali e degli obiettivi educativi.
Il riferimento rimane il Piano Educativo Individualizzato, attraverso il quale vengono individuati gli obiettivi, le modalità di intervento, le risorse necessarie e le forme di partecipazione dell'alunno alle diverse attività scolastiche.
La disponibilità di ambienti flessibili permette alla scuola di adattare tempi, attività e strumenti alle necessità della persona, senza applicare un modello identico a situazioni che possono essere molto differenti tra loro.
Un'esperienza sviluppata nel territorio genovese
I Poli R.E.S. rappresentano una particolare esperienza organizzativa sviluppatasi nel territorio di Genova e presente in diverse istituzioni scolastiche.
Non si tratta di un modello ministeriale standardizzato su scala nazionale e la loro esistenza non deve essere confusa con l'organizzazione ordinaria prevista per l'inclusione della generalità degli alunni con disabilità.
La stessa amministrazione comunale distingue i servizi destinati agli studenti che frequentano scuole con progetto Polo Risorse Educative Speciali dalle altre iniziative rivolte più in generale ai bambini e ai ragazzi con disabilità.
Descrivere correttamente questa esperienza significa quindi tenere insieme due elementi: da una parte la presenza di sezioni e spazi specificamente organizzati per alunni con pluridisabilità e bisogni estremamente complessi; dall'altra la realizzazione di attività educative e laboratoriali finalizzate alla partecipazione alla vita della scuola e alla relazione con gli altri studenti.
Un modello che non può essere generalizzato a tutti gli alunni con disabilità
La caratteristica più importante da considerare è che l'esperienza dei Poli R.E.S. nasce per rispondere a condizioni particolarmente complesse e riguarda una quota circoscritta degli studenti con disabilità.
Per questo motivo non è corretto utilizzare automaticamente il funzionamento dei Poli come rappresentazione dell'intero sistema italiano di inclusione scolastica o come soluzione applicabile indistintamente a tutti gli alunni con disabilità.
La scuola inclusiva continua infatti a fondarsi sulla progettazione individualizzata e sulla valutazione dei bisogni di ciascun alunno. In questo quadro, l'esperienza genovese costituisce una risposta organizzativa specifica a determinate condizioni di pluridisabilità, sviluppata attraverso spazi attrezzati, interventi personalizzati e percorsi di partecipazione alla comunità scolastica.
Per approfondire le caratteristiche del progetto è possibile consultare la documentazione dell'Istituto Comprensivo Montaldo e del Comune di Genova relativa ai Poli Risorse Educative Speciali.