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Scuola

Sicurezza a scuola: la metà degli istituti resta a rischio

19 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

Quasi un edificio scolastico su due in Italia è stato costruito prima del 1976 e una quota consistente degli istituti attivi si trova in aree a forte rischio sismico senza aver mai ricevuto interventi di adeguamento strutturale. È la fotografia che emerge dall'analisi congiunta dei dati diffusi dall'Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola di Cittadinanzattiva e dal rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente, che mettono in luce il divario ancora aperto tra il fabbisogno reale di manutenzione degli istituti e lo stato effettivo dei cantieri sul territorio nazionale.

I numeri del patrimonio scolastico: età e vulnerabilità sismica

Secondo i dati del XXIV Rapporto di Cittadinanzattiva, il 49% degli edifici scolastici di cui si conosce l'epoca di costruzione risale a prima del 1976, anno spartiacque per l'introduzione dei primi criteri organici di progettazione antisismica in Italia. Questo significa che una porzione rilevante degli immobili in cui ogni giorno fanno lezione milioni di studenti e lavorano docenti e personale ATA è stata concepita con standard tecnici superati rispetto alle normative attuali.

Come precisato nell'indagine, il dato non significa che tutti gli immobili non adeguati siano a rischio crollo imminente, ma certifica la distanza consistente tra il livello di protezione richiesto dalle normative vigenti e la reale consistenza del patrimonio immobiliare scolastico pubblico.

Certificazioni e manutenzione: la fotografia nei Comuni capoluogo

A completare il quadro intervengono i dati dell'indagine condotta da Legambiente sui Comuni capoluogo italiani.

Fondi PNRR, risorse ordinarie e tecnologie per gli interventi

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha destinato circa 4,2 miliardi di euro specificamente all'edilizia scolastica, a cui si sommano linee di finanziamento statali e regionali messe a disposizione degli enti locali proprietari degli immobili (Comuni per le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado; Province e Città Metropolitane per le secondarie di secondo grado).

Tuttavia, come evidenziato dal report dell'Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola, la disponibilità economica da sola non risolve la complessità operativa degli interventi. I cantieri di consolidamento strutturale tradizionale richiedono spesso tempi lunghi di progettazione e possono imporre la chiusura temporanea dei plessi, con pesanti ricadute sull'attività didattica e sulla continuità scolastica delle comunità locali.

Per questo motivo si fa strada l'impiego di soluzioni tecnologiche a minor impatto edilizio, come i dispositivi di controllo delle oscillazioni (Active Mass Damper), già sperimentati in alcune realtà del territorio nazionale (tra cui la scuola media "F. Di Bartolo" in provincia di Pisa, dotata di otto dispositivi di stabilizzazione). Queste tecniche puntano a migliorare la risposta sismica della struttura esistente senza richiedere evacuazioni prolungate o demolizioni integrali.

La gestione delle priorità per dirigenti e personale scolastico

Sul piano operativo quotidiano, la responsabilità primaria della manutenzione strutturale resta in capo all'ente locale proprietario dell'immobile.

Tags: scuola sicurezza edilizia scolastica
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