L'ingresso alla scuola primaria è un momento delicato per ogni bambino, ma per Manuel, che ha una diagnosi di disturbo dello spettro autistico, la sfida si arricchisce di una necessità in più: quella di farsi comprendere dai nuovi compagni di classe. Per facilitare questo percorso, il papà Valentino Menghi, artista e caricaturista di Cesena, ha scelto di trasformare l'attesa in un racconto, scrivendo insieme alla moglie Valentina Daloiso il libro illustrato "Io sono Manu".
Il volume non è solo una storia, ma un vero e proprio strumento di inclusione. Attraverso un linguaggio semplice e diretto, pensato per i coetanei di Manuel, il libro descrive la sua quotidianità e le sue modalità di interazione. Il testo affronta con delicatezza le caratteristiche della sua condizione neurobiologica: dalla sensibilità ai rumori improvvisi, che a volte lo portano a coprirsi le orecchie, alla necessità di tempi più lunghi per esprimersi o rispondere.
Un ponte verso l'altro
“Questo libro è nato per insegnare ai bambini com’è Manuel”, spiega Valentino Menghi. “Parla di come si svolge la sua giornata, di come lui si relaziona con gli altri e di come gli altri interagiscono con lui”. Il messaggio centrale, rivolto ai compagni di banco, è un invito alla pazienza e all'empatia: “Se vuoi giocare con me, chiamami, aspettami, sorridimi. Possiamo essere amici anche senza tante parole”.
Per la famiglia, l'obiettivo è chiaro: promuovere un incontro autentico. “I nostri figli fanno tanto per adattarsi al mondo degli altri”, sottolinea Menghi. “Anche la società, e gli altri bambini, possono fare uno sforzo per capirli”. L'iniziativa si inserisce in un percorso più ampio che vede Manuel impegnato in interventi educativi e logopedici, tra cui il metodo ABA, volto a sviluppare autonomie e capacità relazionali, supportato da una rete che coinvolge scuola e servizi sanitari.
L'inclusione come impegno quotidiano
La storia di Manuel è quella di molti altri bambini definiti "non convenzionali". Il libro, realizzato in self publishing, nasce dal desiderio di offrire uno strumento concreto per abbattere le barriere della diffidenza. Come ricorda la frase di apertura del volume, tratta dalle parole del giovane atleta romagnolo Luca Venturelli, il percorso è anche per quei “genitori che, aspettando, combattono”.
Menghi riflette anche sulle difficoltà strutturali che le famiglie affrontano, evidenziando come l'inclusione scolastica sia un obiettivo che richiede un impegno costante, non privo di ostacoli legati all'accessibilità ai servizi, spesso divisi tra pubblico e privato. Nonostante le sfide, il libro si propone come un ponte per trasformare la diversità in una ricchezza condivisa, rendendo la classe un ambiente dove ogni bambino, con le proprie esigenze, possa sentirsi accolto.
Il progetto editoriale, nato per il contesto locale cesenate, punta ora a una diffusione più ampia, con l'auspicio di poter coinvolgere un editore per una tiratura che possa raggiungere altre realtà scolastiche, portando il messaggio di Manuel oltre i confini della sua classe.