Cosa succede quando un gruppo di genitori decide di non aspettare che le soluzioni cadano dall'alto, ma si rimbocca le maniche per costruire un servizio che ancora non c'è? A Cavatigozzi, frazione di Cremona, la risposta è un doposcuola che è diventato un vero e proprio modello di comunità. Nato dalla tenacia di alcune mamme, il progetto di post-scuola della Primaria locale compie oggi un passo decisivo verso la stabilità: la gestione passa ad Auser Università Popolare, garantendo continuità e una struttura educativa ancora più solida.
L'iniziativa, presentata ufficialmente nei giorni scorsi presso gli spazi di Agropolis, rappresenta il coronamento di un percorso iniziato anni fa. Alessandra Cipelletti, Federica Dassi, Francesca Maffezzoni, Marianna Bufano e Monica Perrucca sono le "mamme tenaci" — come le ha definite l'amministrazione comunale — che hanno trasformato un bisogno logistico in un'opportunità educativa di qualità per i propri figli e per l'intero quartiere.
Dall'esperimento alla struttura: il ruolo di Auser
Fino a poco tempo fa, il servizio poggiava quasi esclusivamente sulla buona volontà e sulla capacità organizzativa delle famiglie. Tuttavia, per garantire che un'esperienza simile possa durare nel tempo e non dipendere solo dai singoli, era necessario un salto di qualità. Quest'anno, l'ingresso di Auser Università Popolare permette di "mettere a sistema" l'iniziativa.
La presa in carico da parte di un ente strutturato non significa solo una gestione burocratica più fluida, ma anche la possibilità di integrare il doposcuola nell'offerta formativa in modo organico. Il progetto ha ricevuto fin dall'inizio il sostegno della dirigente dell'Istituto Comprensivo Cremona Uno, Daniela Marzani, che ha creduto nella validità di un percorso costruito "dal basso".
Per conoscere i dettagli organizzativi e le modalità di iscrizione ai servizi offerti dall'istituto, è possibile consultare il sito ufficiale dell'Istituto Comprensivo Cremona Uno.
Teatro, natura e movimento: i tre pilastri educativi
Non si tratta di un semplice parcheggio per bambini in attesa che i genitori finiscano di lavorare. Il post-scuola di Cavatigozzi si distingue per una proposta laboratoriale che mette al centro l'ascolto, le emozioni e la relazione.
- Laboratorio di Teatro: curato dall'attrice Maddalena Parma (Compagnia dei Piccoli di Cremona). L'obiettivo è esplorare la comunicazione e la cooperazione attraverso il corpo e la parola, aiutando i bambini a dare voce alle proprie emozioni.
- Laboratorio "Tutti fuori": condotto da Gloria Belletti, educatrice professionale outdoor dell'associazione Tutti Fuori APS. Si tratta di laboratori esperienziali in natura, dove il gioco e il movimento all'aria aperta diventano strumenti di apprendimento.
- Laboratorio "In movimento": gestito da Cinzia Pantaleo (Area Yoga Cremona). Qui l'attenzione si sposta sulla consapevolezza corporea, utilizzando la musica e lo yoga per favorire la creatività e la relazione con gli altri.
La forza della rete territoriale
Il successo di Cavatigozzi non è un caso isolato, ma il frutto di quello che in gergo tecnico viene chiamato "lavoro di rete". Fondamentale è stato il ruolo del Tavolo di Quartiere, uno spazio di confronto che a maggio ha dato il via alle interlocuzioni decisive tra famiglie, Comune e associazioni.
Francesca Romagnoli, Vicesindaca e Assessora con delega ai Quartieri.
"Siamo di fronte a un progetto nato grazie alla determinazione di un gruppo di mamme. Attraverso il lavoro di rete, quell'intuizione acquista oggi una struttura più solida. Il compito dell'Amministrazione non è sostituirsi a chi propone, ma creare le condizioni perché le idee possano crescere."
La collaborazione con Agropolis e il dialogo costante con l'Amministrazione comunale di Cremona stanno portando verso la definizione di un vero e proprio "patto di collaborazione", uno strumento amministrativo che permetterà di rendere il servizio ancora più integrato nella comunità locale.
Cosa cambia per le famiglie
Per i genitori di Cavatigozzi, questo passaggio significa maggiore sicurezza. Sapere che il post-scuola è gestito da un ente come Auser e supportato da professionisti del settore educativo toglie il peso dell'incertezza organizzativa. Al tempo stesso, il progetto rimane fedele alle sue origini: un servizio pensato dai genitori per i genitori, dove il benessere del bambino resta il fulcro di ogni attività.
L'obiettivo per il futuro è chiaro: consolidare questa rete per far sì che la proposta di Cavatigozzi diventi un patrimonio stabile della scuola e del territorio, dimostrando che la partecipazione attiva delle famiglie può davvero cambiare il volto dell'istruzione pubblica.