Quattro Regioni italiane restano escluse dai 19 milioni di euro destinati alla copertura delle supplenze temporanee del personale ATA e scatta la protesta ufficiale nei confronti dell'esecutivo. Con una nota congiunta diffusa il 17 settembre, le amministrazioni regionali di Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna contestano la decisione del Ministero dell'Istruzione e del Merito e chiedono il ripristino immediato dei finanziamenti per garantire il regolare funzionamento degli istituti scolastici territoriali.
La controversia nasce dal vincolo stabilito per l'accesso ai fondi straordinari finalizzati all'assunzione di collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici con contratti brevi. L'ammissione ai finanziamenti risulta infatti subordinata all'approvazione autonoma dei piani regionali di dimensionamento scolastico, requisito non sottoscritto direttamente dalle quattro giunte interessate.
La motivazione della contestazione e il nodo dimensionamento
A firmare il documento di protesta sono gli assessori regionali all'istruzione Alessandra Nardini (Toscana), Isabella Conti (Emilia-Romagna), Fabio Barcaioli (Umbria) e Ilaria Portas (Sardegna). Secondo i rappresentanti degli enti locali, l'argomentazione amministrativa utilizzata per motivare l'esclusione dai 19 milioni non rispecchia la realtà organizzativa delle scuole territoriali.
I rappresentanti regionali evidenziano come la riorganizzazione della rete scolastica sia stata comunque completata attraverso l'intervento dei commissari ad acta nominati centralmente. Di conseguenza, gli accorpamenti e le fusioni tra istituti risultano già operativi sul piano pratico, generando i medesimi carichi di lavoro e le stesse esigenze organizzative riscontrabili nelle altre regioni d'Italia.
«Le scuole sono state dimensionate, ma vengono private delle risorse necessarie per sostenerne gli effetti. Non si puniscono le Regioni, si puniscono le loro scuole, il personale e le comunità che ogni giorno garantiscono il servizio pubblico. Il Ministro Valditara dovrebbe spiegare perché una supplenza ATA debba dipendere dalla procedura con cui una Regione ha subito il dimensionamento», si legge nel testo firmato dai quattro assessori.
Quali sono le conseguenze operative per gli istituti scolastici
L'assenza dei fondi aggiuntivi rischia di impattare in modo diretto sulla gestione quotidiana delle istituzioni scolastiche di Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna. L'organico ATA di ruolo, integrato dalle risorse dell'organico di diritto e di fatto, deve spesso fare i conti con assenze improvvise o prolungate che richiedono la tempestiva individuazione di un supplente per garantire la vigilanza degli studenti, la pulizia dei locali o la regolarità delle pratiche amministrative.
Senza lo stanziamento specifico di 19 milioni di euro distribuito tra i plessi di questi territori, i dirigenti scolastici potrebbero trovarsi in difficoltà nella sottoscrizione dei contratti per le supplenze temporanee e brevi, dovendo contingentare le risorse a disposizione dei capitoli di spesa d'istituto.
Per chi desidera mettere a disposizione la propria candidatura per eventuali incarichi di sostituzione o convocazioni da interpello nelle scuole statali, esistono strumenti pratici di supporto: ad esempio, per la predisposizione e l'invio delle domande ci si può affidare a un servizio con consulente specializzato come madscuola.it per la gestione delle candidature e MAD, opzione a pagamento utile per orientarsi al meglio tra le procedure degli istituti.
La richiesta al Ministero e gli sviluppi attesi
Nella loro nota congiunta, le quattro amministrazioni regionali sollecitano una revisione immediata dei criteri di ripartizione del fondo per le supplenze temporanee, chiedendo che la distribuzione del budget avvenga in base ai reali fabbisogni di organico e alle esigenze operative delle sedi scolastiche, senza discriminazioni legate al percorso burocratico con cui è stato recepito il dimensionamento.
Al momento si attende un chiarimento da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito in merito alle modalità operative con cui verrà gestita la copertura delle assenze brevi nei territori esclusi, in un momento dell'anno scolastico in cui la continuità del servizio e la piena operatività dei collaboratori e degli assistenti ATA rappresentano un fattore cruciale per tutte le scuole.