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Social network, proposta UE: stop all’accesso sotto i 13 anni

17 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

La Commissione europea ha presentato oggi, giovedì 17 settembre 2026, una nuova proposta legislativa volta a rafforzare la sicurezza online dei minori in tutta l'Unione Europea. Si tratta del cosiddetto EU KIDS Act, un pacchetto di norme che punta a regolamentare l'accesso dei più giovani alle piattaforme social, introducendo limiti di età più stringenti e nuove responsabilità per le aziende tecnologiche.

L'obiettivo dichiarato dalla Commissione è quello di favorire un approccio graduale all'utilizzo dei servizi digitali, garantendo che l'ambiente online sia progettato tenendo conto della sicurezza e del benessere dei minori, anziché essere focalizzato esclusivamente sulle dinamiche di mercato.

L'onere della prova passa alle piattaforme

Una delle novità più significative introdotte dall'EU KIDS Act è l'inversione dell'onere della prova. Non saranno più i genitori o gli utenti a dover dimostrare la pericolosità di un servizio, bensì i fornitori delle piattaforme social. Le aziende avranno l'obbligo di dimostrare, in modo documentato, che i propri servizi sono sicuri fin dalla fase di progettazione e adeguati all'età degli utenti che vi accedono.

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha commentato l'iniziativa sottolineando come le tecnologie attuali non siano state concepite pensando specificamente al benessere dei bambini. "Con la nostra legge europea sui minori invertiamo l'onere della prova: spetta alle piattaforme dimostrare che i loro servizi sono sicuri fin dalla progettazione. E rimettiamo i genitori al posto di guida, fornendo loro gli strumenti per aiutare i propri figli a muoversi in un mondo online più sicuro", ha dichiarato la Presidente.

Cosa cambia concretamente?

È importante sottolineare che, al momento, si tratta di una proposta legislativa e non di un divieto già operativo. L'atto dovrà seguire l'iter previsto dalle istituzioni comunitarie prima di trasformarsi in legge vincolante per gli Stati membri. Non si tratta, dunque, di una misura di applicazione immediata per le famiglie o per gli istituti scolastici, ma di un primo passo formale verso una regolamentazione più rigida a livello europeo.

Per approfondire i dettagli della proposta, è possibile consultare il comunicato ufficiale della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Le istituzioni scolastiche e le famiglie italiane resteranno in attesa dell'evoluzione dell'iter legislativo, che potrebbe portare, nei prossimi mesi, a nuovi strumenti di tutela digitale per gli studenti europei.

Tags: studenti social europa
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