Cambiano le regole per la valutazione dei titoli nelle prossime procedure concorsuali della scuola. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha illustrato alle organizzazioni sindacali lo schema di decreto che andrà a modificare le tabelle di valutazione allegate ai Decreti Ministeriali 205 e 206 del 26 ottobre 2023, relativi rispettivamente alla scuola secondaria e alla scuola dell'infanzia e primaria.
La bozza ministeriale punta ad adeguare i criteri di attribuzione del punteggio alle ultime novità normative introdotte nel sistema di reclutamento e formazione dei docenti. Al momento si tratta di una proposta di confronto: le tabelle non sono ancora definitive e sono state oggetto di rilievi e richieste di chiarimento da parte dei rappresentanti sindacali, come reso noto dalla UIL Scuola.
Cosa prevede la bozza: dai percorsi di abilitazione al sostegno
Il testo presentato dall'amministrazione interviene in modo puntuale su diverse voci della tabella titoli, introducendo pesi differenziati a seconda della tipologia di percorso formativo svolto dai candidati.
- Nuovi percorsi INDIRE sul sostegno: per la specializzazione sul sostegno conseguita nell'ambito delle disposizioni introdotte dal decreto-legge 71/2024 (percorsi gestiti da INDIRE), la bozza prevede l'attribuzione di ulteriori 12,50 punti. La misura è prevista sia per la scuola secondaria sia per infanzia e primaria.
- Distinzione sui percorsi abilitanti: viene introdotta una separazione nel punteggio aggiuntivo per le abilitazioni all'insegnamento. Alle abilitazioni specifiche conseguite tramite percorsi selettivi di accesso verrebbero assegnati 12,50 punti aggiuntivi, mentre per quelle ottenute attraverso percorsi non selettivi il punteggio scenderebbe a 5 punti. Il medesimo criterio si applicherebbe anche ai titoli conseguiti all'estero e riconosciuti in Italia.
- Addio ai 24 CFU come titolo d'accesso: per la secondaria sparisce dalla sezione del titolo di accesso il vecchio riferimento all'integrazione con i 24 CFU/CFA, armonizzando il testo con l'attuale modello abilitante.
- Concorsi pregressi e vincolo del medesimo grado: per l'inserimento nelle graduatorie di merito o il superamento di tutte le prove di un precedente concorso ordinario specifico restano previsti 12,50 punti, ma la bozza introduce formalmente il vincolo che la procedura concorsuale superata sia stata svolta per il «medesimo grado». Questa precisazione mira a superare i contrasti interpretativi emersi nei mesi scorsi.
- Rapporto dei voti in centesimi: per evitare difformità di calcolo tra scale di valutazione differenti, viene chiarito che le frazioni di voto da considerare sono esclusivamente quelle che risultano dalla riconduzione su base cento.
Titoli esteri, dottorati e certificazioni
La bozza presentata dal MIM interviene anche su certificazioni linguistiche, titoli post-laurea e percorsi conseguiti fuori dai confini nazionali.
- Abilitazioni e dottorati esteri: i titoli professionali e i dottorati di ricerca ottenuti presso università estere sono valutabili purché sia intervenuto il formale riconoscimento in Italia ai sensi della normativa vigente.
- Certificazioni linguistiche: restano valutabili solo i titoli di livello pari almeno a C1 conseguiti presso gli enti certificatori inclusi nell'elenco ufficiale del Ministero, a condizione che siano stati ottenuti durante il periodo di validità del riconoscimento dell'ente. Il punteggio proposto è di 3,75 punti per il livello C1 e di 5 punti per il livello C2, con il limite di un solo titolo per ciascuna lingua straniera.
- Certificazioni CeCLIL e Italiano L2: per il CeCLIL viene esplicitata la necessità che i corsi siano stati svolti dalle università. Per la specializzazione in italiano L2 (valutata con 3,75 punti) viene aggiornato il riferimento normativo.
Le osservazioni sindacali sul tavolo
Nel corso dell'incontro, le sigle sindacali hanno sollevato diverse criticità legate all'applicazione pratica di queste modifiche. La UIL Scuola ha sottolineato la necessità di una definizione univoca dei «percorsi selettivi» rispetto a quelli non selettivi per evitare disparità di trattamento e contenziosi.
Sul fronte del sostegno, la richiesta avanzata riguarda una differenziazione più marcata tra chi ha affrontato le selezioni e il percorso ordinario del TFA rispetto ai percorsi transitori INDIRE, unitamente a una valorizzazione più incisiva del servizio svolto sul campo. Ulteriori dubbi riguardano la gestione dei contenziosi ancora aperti sui concorsi passati, in particolare sull'interpretazione del superamento delle prove in classi di concorso accorpate ma collocate su gradi scolastici differenti.
Il provvedimento dovrà ora completare l'iter burocratico prima dell'eventuale adozione formale tramite decreto ministeriale: fino alla pubblicazione definitiva del testo, i criteri attuali rimangono ancorati ai decreti ministeriali dell'autunno 2023.