Il primo giorno di scuola a Macerata è stato segnato dalla protesta degli educatori, che si sono riuniti in piazza della Libertà per manifestare contro il bando comunale relativo al servizio di assistenza scolastica agli alunni con disabilità. Il presidio, organizzato dal sindacato USB, ha acceso i riflettori su una questione che intreccia qualificazione professionale, inquadramento contrattuale e tutele economiche.

Al centro della contestazione dei rappresentanti sindacali, Marco Bini e Silvia Benigni, vi è la natura dell'inquadramento previsto dal bando. Secondo il sindacato, il documento non terrebbe conto dell'effettivo lavoro educativo svolto dai professionisti, declassandoli a "assistenti di base". Questa discrepanza tra le mansioni richieste – che includono attività di supporto all'apprendimento e la stesura di relazioni – e il ruolo amministrativo assegnato comporterebbe un mancato riconoscimento economico della professionalità degli operatori. Per quanti volessero esaminare nel dettaglio i requisiti richiesti e le specifiche mansioni previste dal Comune, il bando è consultabile direttamente all'interno dell'Albo Pretorio del Comune di Macerata.

Le criticità sollevate dal sindacato

Tra i punti critici denunciati in piazza, emerge la questione della continuità retributiva. Gli educatori hanno segnalato l'assenza di garanzie salariali nel caso in cui l'alunno seguito sia assente. "Il nostro è un lavoro a cottimo legalizzato", hanno dichiarato, sottolineando come la richiesta di redigere relazioni sull'apprendimento sia incompatibile con il profilo di un assistente di base, configurandosi piuttosto come una prestazione di tipo educativo che meriterebbe un diverso inquadramento e una retribuzione adeguata.

Il sindacato ha inoltre lamentato l'assenza di un confronto preventivo con l'amministrazione, sostenendo che sia il bando stesso a definire le modalità operative che le cooperative sono poi chiamate a gestire.

Il dibattito in Consiglio comunale

La vicenda è approdata ieri in Consiglio comunale, dove il tema è stato sollevato dalla consigliera d’opposizione Ninfa Contigiani (Pd). Durante il dibattito, la consigliera ha parlato di "demansionamento", evidenziando come vengano contrattualizzati lavoratori laureati con mansioni che richiederebbero competenze specifiche, esponendoli al contempo a rischi economici legati alle assenze degli utenti. La consigliera ha inoltre sottolineato l'importanza di garantire la continuità della figura di riferimento per gli alunni, una necessità spesso richiamata anche negli elenchi regionali del sostegno che mirano a tutelare la stabilità del percorso educativo.

La replica della vicesindaca Francesca D’Alessandro ha respinto le accuse di tagli al servizio, dichiarando che l'assistenza è stata al contrario "aumentata significativamente". L'amministrazione ha sottolineato l'impegno profuso per mantenere elevati i livelli del servizio a favore degli alunni con disabilità, ricordando agli interessati l'importanza di approfondire le normative del settore tramite le risorse disponibili su. In merito al mancato confronto con il sindacato, la vicesindaca ha precisato che i requisiti richiesti dal bando — diploma di scuola superiore e un anno di esperienza — sono coerenti con le mansioni di un personale assistenziale che si affianca, senza sostituirlo, al docente di sostegno.