Le istituzioni scolastiche dovranno informare le famiglie e mettere a disposizione il materiale didattico almeno sette giorni prima dello svolgimento di specifiche attività formative che richiedono il consenso informato. In assenza di autorizzazione da parte dei genitori, o dello studente se maggiorenne, la scuola dovrà garantire percorsi alternativi con i docenti dell'istituto.

Le nuove istruzioni operative sono state trasmesse agli istituti con una nota firmata dal capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell'Istruzione e del Merito, Carmela Palumbo. Il provvedimento, consultabile nel testo integrale della nota ufficiale del MIM, traccia un confine netto tra le normali discipline curricolari e i progetti integrativi, ponendo vincoli precisi sulle modalità di coinvolgimento delle famiglie e sull'intervento di figure o enti esterni.

Cosa cambia tra infanzia, primaria e gradi successivi

  • Scuola dell'infanzia e primaria: sono espressamente escluse attività extracurricolari o di ampliamento dell'offerta formativa dedicate a tematiche riguardanti la sessualità.
  • Cosa resta confermato: restano pienamente assicurati gli apprendimenti curricolari ordinari definiti dalle Indicazioni nazionali vigenti e dalle Linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica. Tra questi rientrano la prima conoscenza del corpo umano e delle relative differenze sessuali fin dall'infanzia e, alla primaria, lo studio degli apparati e delle funzioni riproduttive nell'ambito dell'insegnamento delle Scienze.

Il Ministero evidenzia come il percorso educativo debba continuare a includere, fin dai primi anni, l'educazione al rispetto della persona, la costruzione di relazioni corrette e responsabili, lo sviluppo dell'empatia e il contrasto di ogni discriminazione e violenza, impiegando metodologie e linguaggi adeguati alla maturazione dei bambini.

Le regole operative per il consenso informato

Nelle attività per cui è richiesto, il consenso informato si applica in modo puntuale alle iniziative legate alle teorie sull'identità di genere, anche quando affrontate in modo indiretto durante la trattazione di altri argomenti.

  • Termine di 7 giorni: la richiesta di consenso ai genitori (o allo studente maggiorenne) deve pervenire entro il settimo giorno antecedente l'avvio del progetto.
  • Visione dei materiali: la scuola è tenuta a mettere a disposizione, in anticipo o contestualmente alla richiesta, i testi, le schede o gli strumenti didattici che verranno impiegati.
  • Acquisizione preventiva: l'assenso deve essere formalmente acquisito prima che l'attività abbia effettivo inizio.
  • Presenza del docente: durante lo svolgimento delle lezioni con esperti o su temi sensibili deve essere costantemente presente un docente della classe qualora vi partecipino studenti minorenni.
  • Attività alternativa garantita: se la famiglia non sottoscrive il modulo di autorizzazione, la scuola ha l'obbligo di assicurare allo studente attività formative alternative, affidandole al personale docente interno.

Esperti esterni e delibere degli organi collegiali

Sul coinvolgimento di soggetti terzi, il testo ministeriale ribadisce il rispetto delle prerogative degli organi collegiali della scuola.

  1. Deliberazione didattica preliminare da parte del Collegio dei docenti;
  2. Approvazione conclusiva nell'ambito del bilancio e del piano delle attività da parte del Consiglio di Istituto.

Attività sul rispetto della persona in tutte le scuole

Accanto alla disciplina sulle autorizzazioni, la direttiva indirizzata a tutti i gradi di istruzione prescrive l'obbligo di promuovere percorsi formativi sul valore del consenso e sulle relazioni personali. In particolare.

  • sviluppare la capacità di riconoscere e rispettare sempre la volontà altrui;
  • promuovere la consapevolezza che sentimenti come gelosia e possesso non rappresentano in alcun modo manifestazioni di affetto;
  • tutelare la dignità di ciascun individuo, contrastando ogni forma di discriminazione fondata su sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche o condizioni personali e sociali.

Le istituzioni scolastiche dovranno quindi adeguare i propri regolamenti interni e le comunicazioni con i genitori, garantendo la trasparenza preventiva su ogni modulo progettuale integrativo proposto nel corso dell'anno scolastico.