L'Università degli Studi del Sannio diventa per una settimana il centro nevralgico della ricerca informatica globale. A partire da oggi, lunedì 14 settembre 2026, e fino al prossimo 18 settembre, l'ateneo sannita ospita la 42nd IEEE International Conference on Software Maintenance and Evolution (ICSME 2026), uno degli appuntamenti scientifici più autorevoli e di lunga tradizione nel settore dell'ingegneria del software.
L'evento richiama a Benevento circa 300 tra ricercatori, docenti ed esperti del settore, provenienti da 36 Paesi diversi. L'obiettivo della conferenza è offrire uno spazio di confronto di alto profilo sulle metodologie, le tecniche e gli strumenti necessari per garantire che il software – infrastruttura ormai invisibile ma fondamentale della nostra società – sia sempre più sicuro, affidabile e sostenibile nel tempo.
Obiettivi della ricerca e programma
Durante le giornate di lavori, verranno presentati circa 150 contributi scientifici. I temi centrali ruotano attorno alle sfide poste dalla manutenzione, dall'aggiornamento e dall'evoluzione dei sistemi software, ambiti in cui l'ingegneria informatica deve costantemente adattarsi per rispondere alle nuove esigenze tecnologiche e sociali.
L'organizzazione della conferenza è stata curata dal gruppo di Ingegneria del Software del Dipartimento di Ingegneria dell'Università del Sannio, sotto la guida del prof. Massimiliano Di Penta. La scelta di Benevento come sede per questa edizione conferma il ruolo dell'Ateneo nel panorama accademico internazionale, sottolineando la capacità di attrarre eventi che mettono in dialogo la ricerca pura con le applicazioni pratiche dell'innovazione tecnologica.
Oltre alle sessioni della conferenza principale, il programma prevede due appuntamenti specialistici paralleli, che approfondiranno aspetti tecnici specifici legati alla visualizzazione del codice e alla sua manipolazione, offrendo un quadro completo sulle attuali frontiere dello sviluppo software.
L'evento rappresenta non solo un momento di crescita per la comunità accademica locale, ma anche un'opportunità di confronto per studiosi e professionisti impegnati a rendere le tecnologie digitali più resistenti e capaci di evolvere in un contesto globale sempre più complesso.