Oltre la metà degli edifici scolastici italiani è priva del certificato di agibilità e di prevenzione incendi, mentre più di 14 mila plessi costruiti tra gli anni Sessanta e Novanta rischiano di contenere ancora materiali in amianto. La fotografia sullo stato di salute delle strutture scolastiche del Paese evidenzia ritardi strutturali e carenze documentali che coinvolgono migliaia di istituti da Nord a Sud.
I numeri emergono dall'ultimo rapporto sulla sicurezza nelle scuole elaborato da Cittadinanzattiva e presentato alla Camera dei Deputati, che ha analizzato la condizione dei 39.351 edifici scolastici attivi sul territorio nazionale.
Certificati mancanti: agibilità, antincendio e collaudo statico
Il dato più critico riguarda la regolarità delle certificazioni di base.
- Certificato di agibilità: assente nel 59% dei casi, pari a 23.218 edifici scolastici;
- Certificato di prevenzione incendi (CPI): manca nel 58,36% delle strutture, per un totale di 22.968 plessi;
- Collaudo statico: non risulta effettuato o registrato per il 42,09% delle unità strutturali analizzate, corrispondenti a 32.808 corpi di fabbrica.
A pesare su questo quadro è anzitutto l'anzianità del patrimonio immobiliare: per 5.793 edifici (il 15% del totale) non è nemmeno noto il periodo di costruzione. Tra le strutture di cui si conosce la datazione, l'età media si attesta attorno ai 60 anni e ben il 49% è stato edificato prima del 1976, anno precedente all'introduzione delle prime normative antisismiche organiche.
L'incognita amianto: la stima di 14 mila plessi a rischio
Sul fronte dell'amianto resta aperta una grave lacuna informativa: a livello nazionale non esiste ancora un censimento unico, omogeneo e completo delle strutture scolastiche. Per stimare la portata del fenomeno, l'Inail ha preso a riferimento il modello della Regione Lombardia, tra le poche ad aver concluso una mappatura dettagliata del proprio territorio.
Nel censimento lombardo, su 5.470 edifici monitorati, 1.127 contengono materiali con amianto, pari al 20,6% del totale. Estendendo proporzionalmente tale incidenza a tutte le scuole italiane realizzate prima della Legge 257/1992 (la norma che ne ha vietato l'uso e la commercializzazione), l'Inail calcola che gli istituti scolastici potenzialmente a rischio possano superare quota 14.000 sull'intero territorio nazionale.
Comfort termico ed efficientamento energetico
Oltre alla sicurezza statica e ambientale, il rapporto rileva una forte arretratezza sul piano del comfort climatico e della sostenibilità energetica. Gli impianti di condizionamento e ventilazione meccanica restano un'eccezione: ne è dotato appena il 7,42% degli edifici (4.457 strutture, pari a circa 1 scuola su 13), sebbene si registri un incremento di 490 unità rispetto alla rilevazione precedente. Tra i territori con la percentuale più elevata spiccano le Marche, che raggiungono il 23% di plessi provvisti di impianti di climatizzazione.
Marginale è anche la diffusione del solare termico, presente soltanto in 1.472 scuole (il 2,45% del totale, in lieve salita rispetto alle 1.266 dell'anno precedente), evidenziando quanto sia ancora lungo il percorso verso la transizione ecologica e l'autonomia energetica degli istituti.
Competenze e responsabilità: cosa possono fare scuole e famiglie
La gestione strutturale e la messa a norma degli edifici non ricade sui dirigenti scolastici né sul personale docente o ATA, bensì sugli enti proprietari degli immobili.
- Comuni: responsabili per le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado;
- Province e Città Metropolitane: competenti per gli istituti superiori di secondo grado.
I dirigenti scolastici, in qualità di datori di lavoro per la sicurezza, hanno il compito di richiedere formalmente agli enti locali i certificati mancanti e gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il personale scolastico, le RLS (Rappresentanze dei Lavoratori per la Sicurezza) e le famiglie possono verificare lo stato del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) dell'istituto e richiedere trasparenza all'ente locale competente sullo stato di avanzamento delle pratiche di agibilità e collaudo.