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Scuola

Edilizia scolastica, Legambiente: urgenti lavori su un edificio su tre

14 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

Il patrimonio scolastico italiano affronta ancora sfide strutturali significative, nonostante il considerevole impegno economico profuso attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). A scattare la fotografia dello stato di salute degli edifici è il XXVI Rapporto Ecosistema Scuola 2026, presentato oggi da Legambiente, che evidenzia la necessità di interventi urgenti su una quota rilevante delle strutture scolastiche monitorate. Il documento integrale, che contiene l'analisi dettagliata dei dati statistici e le schede per singola area geografica, è consultabile e scaricabile direttamente sul portale ufficiale di Legambiente.

Secondo i dati raccolti, basati sul monitoraggio di 7.188 edifici di competenza comunale nel corso del 2025, il 31,7% degli edifici scolastici necessita di lavori di manutenzione urgente. Un dato che, seppur inserito in un contesto di cantieri aperti e investimenti straordinari, conferma la persistenza di forti divari territoriali.

I divari territoriali e le criticità strutturali

Il rapporto sottolinea come l'Italia continui a procedere a "velocità differenti". Il fabbisogno di manutenzione urgente non è distribuito in modo uniforme: se nel Centro-Nord la quota si attesta sotto il 27%, la situazione si aggrava sensibilmente procedendo verso sud. La necessità di interventi raggiunge infatti il 45,2% nel Sud e arriva a toccare il 54,2% nelle Isole.

A questa disparità si sommano le criticità legate alla sicurezza sismica: il 57,2% degli edifici monitorati non è stato ancora sottoposto a una verifica di vulnerabilità sismica. Inoltre, il ricambio generazionale del patrimonio edilizio appare estremamente lento: le nuove scuole costruite negli ultimi cinque anni rappresentano appena l'1,3% del totale, un dato definito preoccupante in un Paese ad alta sismicità e caratterizzato da un patrimonio scolastico in larga parte vetusto.

Efficientamento energetico: un percorso ancora lungo

Anche sul fronte dell'efficientamento energetico, i progressi risultano parziali. Sebbene l'85,4% delle amministrazioni comunali dichiari di aver realizzato interventi negli ultimi cinque anni, questi hanno interessato solo il 19,4% degli edifici scolastici. La scarsa diffusione delle certificazioni energetiche (presenti solo nel 36,3% dei casi) e la prevalenza di strutture in classi energetiche basse (il 67,5% si colloca tra la E e la G) rendono gli edifici scolastici ancora fortemente energivori.

Il divario emerge con chiarezza anche nell'analisi delle classi energetiche: la percentuale di edifici in classe G si ferma al 21,5% al Nord, ma sale vertiginosamente al 59,1% al Sud e all'83,3% nelle Isole.

Oltre il PNRR: la necessità di risorse ordinarie

Il rapporto evidenzia un paradosso negli investimenti: proprio nelle aree dove il fabbisogno manutentivo è più alto, si registrano i livelli più bassi di spesa. La media di spesa per la manutenzione straordinaria supera i 54 mila euro per edificio nel Nord, restando invece sotto i 5 mila euro al Sud.

Per Legambiente, il PNRR ha avuto il merito di definire obiettivi prioritari e di mobilitare 14 miliardi di euro, ma non può essere l'unica risposta. La conclusione è chiara: la manutenzione scolastica non può dipendere esclusivamente da finanziamenti straordinari o emergenziali. È necessario un cambio di rotta che garantisca risorse ordinarie, stabili e programmabili nei bilanci degli enti locali, superando la logica del bando per passare a una pianificazione di lungo periodo capace di colmare definitivamente le disparità territoriali e garantire il diritto allo studio in ambienti sicuri e sostenibili su tutto il territorio nazionale.

Tags: sicurezza edilizia scolastica legambiente
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