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Scuola

Disabilità e cultura: via al progetto UE sui musei inclusivi

12 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

Abbandonare i percorsi standardizzati e creare un'esperienza culturale su misura per gli alunni con disabilità intellettiva e disturbi dello sviluppo, grazie al supporto delle nuove tecnologie. Ha preso ufficialmente il via il 1° settembre 2026, con coordinamento a Bosisio Parini (Lecco), il progetto europeo Include-Id, un'iniziativa quadriennale coordinata dall'IRCCS Eugenio Medea che punta a rivoluzionare l'accessibilità dei musei e delle istituzioni culturali in Italia e in Europa, coinvolgendo direttamente il mondo della scuola, le famiglie e gli educatori.

Selezionato come Research and Innovation Action all'interno del prestigioso programma europeo Horizon Europe, il progetto conta sulla collaborazione e sul patrocinio del Ministero per le Disabilità. L'obiettivo principale è colmare un divario ancora profondo nell'accesso alla cultura, superando la logica delle "soluzioni uniche" per abbracciare un modello di inclusione flessibile e personalizzato.

La tecnologia e l'intelligenza artificiale per l'inclusione

Fino a oggi, l'accessibilità museale per le persone con disabilità intellettiva si è spesso basata su percorsi facilitati standard, uguali per tutti. Tuttavia, i profili cognitivi, comunicativi e i bisogni individuali variano sensibilmente da soggetto a soggetto. Per questo motivo, l'elemento di maggiore novità di Include-Id risiede nell'utilizzo etico dell'intelligenza artificiale e di strumenti digitali adattivi.

Queste tecnologie consentiranno di rimodulare l'esperienza di visita in tempo reale, adattando i contenuti multimediali e le modalità di interazione alle caratteristiche specifiche di ogni visitatore. Le soluzioni digitali non sostituiranno la mediazione umana, ma si integreranno con pratiche educative e supporti multimodali per favorire la massima autonomia possibile durante la fruizione culturale.

«L’accessibilità museale si è spesso basata su percorsi facilitati pensati per rispondere in modo uniforme a bisogni che, in realtà, possono essere molto diversi da persona a persona», spiega il Dottor Rosario Montirosso, Coordinatore del progetto e responsabile del Centro 0-3 dell’IRCCS Eugenio Medea. «Include-Id parte proprio da questa consapevolezza: non esiste un unico modo di rendere accessibile un’esperienza culturale. Attraverso strumenti digitali adattivi e un uso etico dell’intelligenza artificiale vogliamo sviluppare esperienze capaci di adattarsi alla singola persona, valorizzandone caratteristiche, interessi e modalità di partecipazione».

Il coinvolgimento attivo di scuole e famiglie in Lombardia

Il progetto attribuisce un ruolo centrale alla co-progettazione. Non si tratta di calare soluzioni dall'alto, ma di costruirle insieme a chi vive quotidianamente la disabilità. Per questa ragione, bambini, adolescenti, famiglie, insegnanti ed educatori lavoreranno fianco a fianco con gli esperti di neuroscienze, design inclusivo e informatica.

In Italia, la sperimentazione si concentrerà sulla fascia d'età della scuola primaria e secondaria. Le attività sul territorio prenderanno vita in Lombardia.

Le scuole del territorio avranno l'opportunità di partecipare a percorsi pilota di visita, durante i quali gli alunni testeranno le nuove tecnologie adattive. I dati raccolti permetteranno di perfezionare gli strumenti e di produrre linee guida e buone pratiche trasferibili ad altre realtà scolastiche e culturali nazionali.

Le scuole e i docenti del territorio lombardo interessati a ricevere maggiori dettagli o a candidarsi per partecipare alle sperimentazioni possono contattare l'ente coordinatore tramite i canali ufficiali dell'IRCCS Eugenio Medea.

Un consorzio internazionale per l'inclusione sociale e lavorativa

Il progetto Include-Id si svilupperà nell'arco di quattro anni e riunisce un consorzio di 10 partner provenienti da 7 Paesi europei: Italia, Svizzera, Regno Unito, Norvegia, Austria, Germania e Belgio. Questa rete unisce competenze d'eccellenza che spaziano dalla psicologia dello sviluppo alle tecnologie digitali avanzate.

Mentre in Italia il focus sarà rivolto a bambini e ragazzi in età scolare, nel Regno Unito la sperimentazione si sposterà sui giovani adulti presso il National Botanic Garden of Wales. In questo secondo scenario, i partecipanti con disabilità intellettiva non saranno solo fruitori, ma verranno formati per operare attivamente come guide e mediatori culturali, aprendo la strada a concrete opportunità di inclusione sociale e lavorativa.

Grazie al forte legame istituzionale con partner come il Ministero per le Disabilità, i risultati scientifici e le soluzioni tecnologiche sviluppate nei prossimi quattro anni diventeranno la base per definire nuove raccomandazioni per le politiche pubbliche, con l'ambizione di trasformare definitivamente il concetto di accessibilità culturale in tutta Europa.

Tags: cronaca disabilità inclusione
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