Il futuro rappresenta una fonte di profonda incertezza per le nuove generazioni. Secondo una recente ricerca condotta da Salesiani per il sociale, nove ragazzi su dieci temono di rimanere ai margini della società o di non riuscire a stare al passo con le richieste del contesto sociale attuale.
L'indagine, realizzata coinvolgendo gli studenti che partecipano alle attività educative in diverse realtà italiane — tra cui Roma, Torino, Palermo, Macerata e Cisternino — traccia il profilo di una generazione che, pur riconoscendo l'importanza del percorso scolastico, fatica a viverlo con serenità.
Il rapporto tra studenti e scuola
I numeri restituiscono un quadro complesso: sebbene il 76% degli intervistati riconosca il valore dell'istruzione, solo il 46% dichiara di frequentare la scuola volentieri. Il dato più allarmante riguarda il senso di appartenenza: quasi il 90% degli studenti esprime il timore di restare escluso dal proprio gruppo di riferimento.
Anche la prospettiva sul futuro appare carica di timori. Soltanto il 36% dei giovani intervistati riesce a immaginare il proprio avvenire senza paura di insoddisfazioni o rimpianti, mentre un ulteriore 32% si dichiara in una condizione di incertezza, incapace di guardare avanti con piena fiducia.
Oltre la campanella: il ruolo delle comunità educative
Di fronte a questi dati, emerge con chiarezza la necessità di un supporto che superi i confini dell'orario scolastico. Secondo don Francesco Preite, presidente nazionale di Salesiani per il sociale, "educare significa prevenire, esserci prima che il disagio diventi esclusione, contrastare la solitudine e offrire opportunità concrete".
Il modello proposto punta sulla presenza di adulti capaci di ascoltare e di offrire relazioni positive, trasformando i doposcuola in veri e propri spazi di orientamento e sostegno. Esperienze come il progetto Scuola libera tutti!, sostenuto dalla Fondazione CDP, hanno dimostrato come l'attivazione di laboratori educativi possa migliorare significativamente il clima relazionale, portando a una riduzione degli episodi di bullismo e cyberbullismo tra i ragazzi.
Attualmente, la rete dei Salesiani per il sociale comprende oltre 600 realtà territoriali e 112 servizi socioeducativi, tra cui centri diurni e case famiglia, offrendo un punto di riferimento fondamentale per oltre 200mila beneficiari ogni anno.
La sfida per il sistema formativo, dunque, appare chiara: la scuola non può agire da sola, ma deve integrarsi in una comunità educante in grado di accompagnare i giovani non solo nell'apprendimento delle nozioni, ma nel delicato percorso di costruzione della propria identità e del proprio futuro.