Nella cantina sperimentale dell'Istituto d'Istruzione Superiore "Umberto I" di Alba, le uve appena raccolte nei filari del carcere locale hanno iniziato la loro trasformazione in mosto. Con la prima fase della pigiatura, avviata nella giornata di martedì 8 settembre, ha preso il via una nuova stagione di vinificazione che racchiude un profondo valore sociale. Un gesto agricolo e didattico che nel territorio albese si rinnova da ventuno anni, mettendo a confronto diretto gli studenti delle classi quinte dell'Enologica e i residenti della Casa di lavoro "Giuseppe Montalto".
L'iniziativa si inserisce nell'ambito del progetto d'inclusione sociale denominato "Si Svigna", dal quale nasce il vino Barbera battezzato significativamente "ValeLaPena". La collaborazione tra le due istituzioni rappresenta ormai un modello consolidato di apprendimento cooperativo sul campo, capace di coniugare alta formazione professionale agraria, reinserimento sociale e percorsi educativi legati alla legalità e alla cittadinanza attiva.
Dalla cura dei filari alla cantina: come funziona il progetto
Il lavoro nei filari non si limita al momento conclusivo del raccolto, ma copre l'intero ciclo vegetativo della vite. Durante tutti i dodici mesi dell'anno, il vigneto impiantato all'interno dell'istituto penitenziario Montalto viene curato costantemente attraverso le diverse operazioni agronomiche necessarie: dalla potatura invernale alla sfogliatura, fino alla scacchiatura e alla sfemminellatura.
In questo percorso integrato, i ragazzi del quinto anno della Scuola Enologica affiancano direttamente i detenuti, guidati dal professor Bruno Morcaldi con l'assistenza tecnica dell'agrotecnico del carcere Giovanni Bertello. Le uve raccolte tra le mura della struttura penitenziaria vengono poi trasferite nei laboratori dell'istituto scolastico per le successive fasi di fermentazione, affinamento e imbottigliamento. Un'etichetta disegnata dagli stessi detenuti completa il prodotto finale.
L'impatto formativo ed economico della collaborazione si riflette in numeri concreti:
- Oltre due secoli di storia formativa: l'IIS Umberto I unisce la propria tradizione scolastica all'impegno sociale sul territorio.
- Formazione e qualifica: ogni anno circa 16 detenuti frequentano un corso professionalizzante riconosciuto che rilascia una qualifica spendibile per il lavoro in vigna, per un totale di circa 200 persone coinvolte dall'inizio del progetto.
- Sostegno alle attività: i proventi ricavati dalla vendita delle bottiglie di "ValeLaPena" vengono riutilizzati per coprire le spese di minuto mantenimento della scuola e per l'acquisto di beni e materiali di prima necessità destinati ai detenuti.
Valore didattico e ricadute educative
La valenza dell'esperienza va ben oltre l'acquisizione delle tecniche vitivinicole. Per gli studenti dell'Enologica, il lavoro spalla a spalla con gli ospiti della casa di lavoro rientra a pieno titolo nella programmazione dell'Educazione civica e dei percorsi per le competenze trasversali.
«Il progetto ha una grandissima valenza sia dal punto di vista didattico, ma soprattutto dal punto di vista dello sviluppo delle competenze sociali e individuali di ogni studente», ha spiegato la sostituta dirigente scolastica Grazia Lucia Caruso. «Viene inserito nella programmazione dell'educazione civica, dando valore all'accoglienza e alla collaborazione con una comunità che non rientra nelle abituali frequentazioni dei ragazzi, creando uno scambio reciproco di competenze».
Alla giornata d'avvio della vinificazione erano presenti anche il direttore della Casa di lavoro Nicola Pangallo, il garante comunale per i detenuti Emilio De Vitto, il comandante della Polizia penitenziaria Gianni Del Vecchio e l'assistente capo Pasquale Demasi, a testimonianza della rete istituzionale che sostiene il percorso.
Prospettive future: il noccioleto e i vini bianchi
La sinergia tra scuola e istituto penitenziario punta ad ampliarsi nei prossimi mesi con nuove attività formative legate alle tipicità agricole del territorio langarolo. Tra gli obiettivi annunciati dal direttore Nicola Pangallo vi è il recupero e la riqualificazione del noccioleto realizzato circa dieci anni fa attorno alla struttura penitenziaria, rimasto negli ultimi tempi privo delle necessarie lavorazioni. Anche in questo cantiere agricolo gli studenti dell'Enologica affiancheranno i detenuti nella cura e nella gestione delle piante.
Sul fronte vitivinicolo, inoltre, si punta ad estendere la produzione oltre il vino rosso Barbera. L'IIS Umberto I metterà a disposizione un nuovo appezzamento di terreno situato all'esterno, nei pressi della scuola, dedicato alla coltivazione di uve a bacca bianca. Questo nuovo spazio consentirà di coinvolgere nelle lavorazioni di campagna i detenuti che hanno maturato i requisiti per accedere al lavoro all'esterno, aprendo un ulteriore canale di reinserimento e formazione sul campo.