Il cinema e il linguaggio audiovisivo entrano ufficialmente a far parte della didattica ordinaria nelle scuole del Veneto. L'iniziativa, che punta a trasformare i video e le immagini in strumenti attivi di apprendimento e di analisi critica della realtà, è stata presentata ieri, martedì 8 settembre 2026, nello Spazio della Regione del Veneto all'Hotel Excelsior del Lido, nel contesto della 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
L'incontro, dal titolo "Cinema e scuola. Gli studenti raccontano il mondo attraverso le immagini. Esperienze a confronto", ha acceso i riflettori su come l'alfabetizzazione cinematografica possa diventare un pilastro della formazione dei giovani, offrendo ai docenti nuove metodologie per stimolare l'empatia, il senso critico e le competenze trasversali degli alunni.
La visione della Regione: il cinema come strumento di cittadinanza
L'integrazione dei linguaggi audiovisivi nelle classi non è solo un'attività ricreativa, ma un preciso percorso educativo. A sottolinearlo è stata Valeria Mantovan, assessore regionale all'Istruzione, Formazione e Cultura, che ha rimarcato il valore pedagogico dell'iniziativa:
"Portare il cinema dentro la scuola è un'opportunità in più data agli studenti per conoscere e interpretare la realtà, per esprimersi, confrontarsi e assumere un ruolo attivo nel proprio percorso educativo. Il cinema è un'espressione artistica potente, ma è anche uno strumento educativo capace di sviluppare senso critico, capacità di ascolto, attenzione verso gli altri e consapevolezza rispetto ai temi del nostro tempo."
Secondo l'assessorato, investire in queste metodologie didattiche significa dotare le nuove generazioni di strumenti essenziali per decodificare il flusso continuo di immagini da cui sono circondate, trasformandole da fruitori passivi a creatori consapevoli e critici.
I tre progetti pilota presentati a Venezia
Durante l'evento sono stati presentati i risultati di tre percorsi didattici innovativi realizzati da diverse scuole del territorio veneto, che dimostrano la fattibilità e l'efficacia dell'introduzione del cinema in classe:
- Beauty Storytellers: promosso dall'Associazione CombinAzioni, il progetto ha coinvolto oltre 1.800 studenti e docenti di 11 scuole primarie e secondarie di Montebelluna (Treviso) e comuni limitrofi. Il percorso ha previsto proiezioni, laboratori pratici, masterclass con professionisti e la produzione diretta da parte dei ragazzi di cortometraggi, documentari e opere di animazione.
- Visioni in Movimento - Identità, Memoria e Diritti: una rete che ha visto la collaborazione di tre istituti superiori delle province di Padova e Vicenza: l'I.I.S. Jacopo da Montagnana (Montagnana), l'I.I.S. J.F. Kennedy di Monselice e l'I.I.S. Umberto Masotto di Noventa Vicentina. Gli studenti hanno realizzato prodotti audiovisivi che spaziano dall'indagine sociologica sul territorio a videoclip di sensibilizzazione contro la violenza di genere, fino alla scrittura e produzione di veri e propri thriller civili.
- I Fuori Classe: una web serie ideata e presentata dall'Istituto Don Bosco di Verona. Il progetto racconta la nascita e l'evoluzione di un percorso artistico e formativo che unisce musica, talento e linguaggi digitali contemporanei, partendo dal primo progetto discografico degli studenti fino ad arrivare alla seconda stagione della serie.
Cosa cambia per i docenti e la didattica quotidiana
L'esperienza veneta evidenzia come i linguaggi multimediali e audiovisivi possano essere integrati trasversalmente in diverse discipline scolastiche. Non si tratta di aggiungere una nuova materia, ma di utilizzare il video come mezzo per fare storia, educazione civica, letteratura o scienze sociali.
Per i docenti si apre la sfida di acquisire competenze di base sulla grammatica del cinema, necessarie per guidare gli studenti nella scrittura di una sceneggiatura, nelle riprese e nel montaggio. I progetti pilota dimostrano che la collaborazione con associazioni culturali e professionisti esterni rappresenta la chiave per strutturare laboratori scolastici di alto livello, capaci di motivare anche gli studenti più distanti dalle metodologie di studio tradizionali.