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Scuola

Istruzione domiciliare: regole e tetti orari per il 2026/2027

08 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

L'istruzione domiciliare garantisce il diritto allo studio agli studenti affetti da gravi patologie che impediscono la frequenza scolastica ordinaria per almeno trenta giorni. Con le riprese di inizio anno e l'invio delle prime note operative regionali da parte degli Uffici Scolastici, vengono confermati i tetti orari settimanali, le tutele per la validità dell'anno scolastico e le procedure di attivazione a carico delle scuole e dei genitori per l'anno scolastico 2026/2027.

Il servizio è rivolto agli alunni di ogni ordine e grado, iscritti sia nelle scuole statali sia nelle scuole paritarie, e non richiede una preventiva ospedalizzazione: è sufficiente la certificazione medica formale rilasciata dalle strutture sanitarie pubbliche. Le ore svolte in modalità domiciliare rientrano a tutti gli effetti nel computo dell'orario utile per la validità del percorso scolastico.

I requisiti per accedere al servizio

Per richiedere l'attivazione del progetto di istruzione domiciliare devono sussistere precise condizioni sanitarie e formali:

Monte ore settimanale per ordine di scuola

Le attività di insegnamento al domicilio dell'alunno vengono svolte dai docenti del team pedagogico o del Consiglio di Classe dell'istituto di appartenenza. L'organizzazione oraria viene concordata con la famiglia e i sanitari per non interferire con le cure o le terapie.

I limiti massimi dell'intervento didattico settimanale sono così suddivisi:

Ordine e grado di scuola Monte ore massimo settimanale
Scuola primaria Fino a 4 ore settimanali
Scuola secondaria di primo grado Fino a 5 ore settimanali
Scuola secondaria di secondo grado Fino a 7 ore settimanali

Tutti i periodi di istruzione domiciliare regolarmente documentati e certificati concorrono al calcolo del monte orario minimo richiesto per la validità dell'anno scolastico, in conformità con la normativa vigente in materia di valutazione (D.P.R. 122/2009, D.Lgs. 62/2017 e D.Lgs. 66/2017).

Casi particolari e alunni immunodepressi

Nelle situazioni in cui l'accesso fisico dei docenti presso il domicilio risulti impossibile per motivi medici urgenti — come nel caso di alunni gravemente immunodepressi o in attesa di trapianto — le scuole applicano le tutele e le modalità speciali previste dall'articolo 16 del D.Lgs. 66/2017, ricorrendo anche a forme d'insegnamento a distanza integrative, previa valutazione dei medici curanti.

Per consultare i riferimenti di quadro generale definiti a livello ministeriale, è possibile far riferimento alle Linee di indirizzo nazionali sulla scuola in ospedale e l'istruzione domiciliare.

Come presentare la domanda e adempimenti per le scuole

La procedura operativa segue step definiti sia per la famiglia sia per gli organi collegiali scolastici:

  1. Presentazione dell'istanza: i genitori inoltrano la richiesta scritta al Dirigente Scolastico della scuola di iscrizione, allegando la certificazione medica dell'ASL o della struttura ospedaliera. Le eventuali richieste inviate prima dell'inizio dell'anno scolastico vanno rinnovate secondo le indicazioni correnti.
  2. Progetto didattico personalizzato: il Consiglio di Classe o il Team dei docenti redige un progetto individualizzato integrativo e sostitutivo delle lezioni in aula.
  3. Delibera degli organi collegiali: l'istituzione scolastica approva il progetto tramite delibera del Collegio dei Docenti e del Consiglio di Istituto, inserendolo nel Programma Annuale.
  4. Finanziamento e cofinanziamento: il servizio si avvale di fondi ministeriali dedicati assegnati agli Uffici Scolastici Regionali. In attesa della ripartizione definitiva, ogni scuola è tenuta ad accantonare nel proprio bilancio risorse proprie (consigliato almeno il 70% della spesa stimata) per garantire l'avvio tempestivo dell'insegnamento.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito mim.gov.it.

Tags: docenti normativa istruzione domiciliare
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