Un avatar digitale che saluta chi entra a scuola con messaggi di inclusione, e una piccola applicazione che permette agli studenti di dire come si sentono, senza lasciare traccia del nome. È il cuore di BEN-AI, il progetto con cui la scuola secondaria di primo grado dell'Istituto comprensivo Scanzano-Montalbano ha portato l'intelligenza artificiale dentro le aule — e l'ha messa al servizio del clima scolastico.
La sperimentazione, appena conclusa, è stata presentata al Festival dell'Innovazione Scolastica. «L'IA non sa, ma impara dagli alunni» è il principio guida che ha orientato l'intero percorso: l'intelligenza artificiale non come sostituto del pensiero, ma come supporto creativo, sempre sotto la supervisione dei docenti. Un approccio che gli addetti ai lavori chiamano Human-in-the-loop, e che nella scuola di Scanzano Jonico si è tradotto in qualcosa di molto concreto.
Un avatar costruito dagli studenti
Nel primo quadrimestre i ragazzi hanno progettato da zero l'Avatar del Benessere: un personaggio digitale che oggi appare sui display touch posizionati agli ingressi dei plessi — privi di telecamere, precisa la scuola — per accogliere la comunità scolastica con messaggi positivi e brevi stacchi musicali. Non un prodotto finito arrivato dall'esterno, ma una filiera costruita in classe: i disegni degli studenti sono diventati la base per la creazione dell'avatar, passando per applicativi come HeyGen (per il volto digitale), ElevenLabs (per le voci sintetiche) e Gemini, usato come assistente alla scrittura. Un lavoro che ha richiesto ai docenti di intrecciare più discipline — arte, tecnologia, educazione civica, competenze digitali — in un'unica attività.
«Il progetto BEN-AI rappresenta una straordinaria testimonianza di come l'innovazione tecnologica possa entrare nella scuola come potente risorsa pedagogica — spiega la dirigente scolastica, prof.ssa Ines Anna Irene Nesi — offrendo agli studenti l'opportunità di sperimentare l'Intelligenza Artificiale da protagonisti critici e consapevoli, mettendo sempre al centro il benessere e la relazione educativa».
Una web app anonima per ascoltare la scuola
Nel secondo quadrimestre l'attenzione si è spostata dal "costruire" al "misurare". Per capire come stanno davvero studenti, insegnanti e famiglie, l'Animatore Digitale dell'istituto ha sviluppato una Progressive Web App dedicata ai ragazzi: si apre senza login, raccoglie i feedback in modo anonimo e vive sul cloud della scuola. Accanto, Moduli Google separati sono stati predisposti per docenti e genitori, così che ogni fascia della comunità scolastica potesse esprimere il proprio punto di vista.
«Seguire la filiera di produzione e utilizzare strumenti di ascolto dedicati come la PWA e i moduli di monitoraggio ha permesso di valorizzare un'autentica didattica interdisciplinare — sottolinea la referente del progetto, Annamaria Dellorusso — dando voce alla creatività, all'inclusione e al clima relazionale della nostra comunità scolastica, dimostrando che il futuro digitale si può progettare insieme con responsabilità ed entusiasmo».
Privacy e tutela al centro
Il percorso è stato costruito — ed è un aspetto che la scuola sottolinea con forza — nel pieno rispetto della normativa sulla privacy. L'iniziativa è passata sotto la supervisione del DPO (il Responsabile della protezione dei dati) e ha previsto la redazione della DPIA, la valutazione d'impatto prevista quando si trattano dati personali, soprattutto se in ambito educativo e minorile. Una scelta che diventa un messaggio: si può parlare di IA a scuola, anche con i più giovani, senza scorciatoie sul fronte della tutela dei dati.
Quello che la sperimentazione di Scanzano-Montalbano racconta, in fondo, è un modo diverso di guardare all'intelligenza artificiale: non come tecnologia che arriva dall'alto e si installa in classe, ma come strumento che gli studenti stessi contribuiscono a progettare, capire e governare. Con i propri disegni, le proprie parole e le proprie opinioni sul clima della scuola.
La cronaca del progetto è stata riportata da SassiLive.