Con l'avvio del nuovo anno scolastico, il primo settembre scorso ha segnato un passaggio storico per l'istituto d'istruzione superiore "Luigi Galvani" di Milano. La storica dirigente scolastica, Emanuela Maria Germanò, ha concluso il suo servizio attivo, salutando definitivamente le aule dopo quarantun anni dedicati interamente alla crescita della scuola pubblica lombarda.

Un traguardo che racchiude trent'anni passati nel ruolo di preside e undici trascorsi dietro la cattedra come insegnante. Quella di Emanuela Maria Germanò è la storia di una professionista che ha attraversato le profonde trasformazioni del sistema scolastico italiano, mantenendo sempre al centro del proprio operato l'idea della scuola come comunità aperta, inclusiva e orientata al futuro.

Dalla cattedra alla dirigenza: gli inizi nel 1985

Il lungo viaggio nella scuola pubblica ha inizio nel 1985, anno in cui Germanò vince il concorso magistrale ed entra come docente alle elementari. Fin da subito, il suo metodo di insegnamento si caratterizza per una forte spinta all'innovazione pedagogica, in particolare nell'apprendimento delle lingue straniere attraverso progetti sperimentali basati sul gioco, sul teatro e sulla comunicazione diretta.

Accanto alla didattica quotidiana, emerge presto una spiccata attitudine per gli aspetti organizzativi, gestionali e di raccordo con il territorio. La partecipazione attiva agli organi collegiali e un anno di esperienza come collaboratrice del dirigente scolastico aprono la strada al passo successivo.

Nel 1996 arriva la svolta: la vittoria dell'ultimo concorso nazionale per dirigenti scolastici. A soli 33 anni, Emanuela Maria Germanò assume il suo primo incarico di presidenza nel quartiere San Rocco a Monza. Successivamente, per sedici anni guida l'istituto comprensivo di Corsico, gestendo la complessa fase di unificazione che ha unito sotto un'unica direzione due scuole dell'infanzia, due primarie e una secondaria di primo grado, avviando un profondo percorso di rinnovamento dell'offerta formativa.

I dieci anni al "Galvani" di Milano: una scuola-famiglia

L'ultimo decennio di carriera si è svolto alla guida dell'istituto superiore "Luigi Galvani" di Milano, una realtà scolastica estremamente complessa ed eterogenea. L'istituto accoglie infatti un'anima tecnica (con le specializzazioni in informatica, meccanica ed elettrotecnica), l'unico indirizzo elettromedicale della città di Milano e un liceo linguistico.

L'obiettivo principale della presidenza Germanò è stato quello di far dialogare queste diverse anime, integrando gli indirizzi in un'unica grande comunità educativa. Sotto la sua guida, il Galvani ha potenziato i progetti di internazionalizzazione, attivando partenariati e scambi con Malaga, con il Canada e con Chicago, e consolidando il proprio ruolo di scuola capofila della rete regionale Esabac per il conseguimento del doppio diploma italo-francese.

Tra le iniziative più significative introdotte dalla dirigente figura la metodologia della "Philosophy for Children", un approccio di matrice statunitense volto a sviluppare il pensiero critico fin da giovani, integrato nel curriculum del liceo scientifico delle scienze applicate sia a Corsico sia al Galvani. A questo si affiancano numerosi progetti sociali e di innovazione tecnologica.

Gli anni difficili della pandemia e lo sguardo al futuro

Il momento più complesso del decennio milanese è coinciso con l'emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19. Un periodo duro in cui, tuttavia, la comunità scolastica del Galvani ha saputo reagire con prontezza per garantire la continuità educativa. Le difficoltà maiores, come ha ricordato la stessa dirigente nel momento del commiato, si sono manifestate nel post-pandemia, con un sensibile incremento delle fragilità adolescenziali, affrontate dall'istituto attraverso presidi di ascolto e attività di prevenzione.

A testimonianza di questo impegno resta, all'interno dell'istituto, il "Totem della pace", un'opera realizzata dagli studenti durante l'iniziativa "Galvani for Peace", simbolo di accoglienza, dialogo e apertura verso l'altro.

Per Emanuela Maria Germanò il pensionamento non coinciderà con un distacco totale dal mondo della formazione. Forte di una seconda laurea in Psicologia conseguita nel 2019, l'ex dirigente guarda già al completamento della laurea magistrale nel medesimo ambito. Un nuovo capitolo che comincia all'insegna del recupero della leggerezza e del tempo per sé, portando con sé un bagaglio di quarantun anni vissuti intensamente dentro la scuola pubblica.