Con l'inizio di settembre si è concluso ufficialmente il lungo e appassionato percorso professionale di Luciana Ortu, storica dirigente scolastica che dal 2014 ha guidato l'Istituto Comprensivo di Borgo San Dalmazzo. Un pensionamento che segna una svolta per la comunità scolastica locale, dove la preside ha speso quasi l'intera carriera, prima come docente di lingua inglese e poi nel ruolo di guida dell'istituto.

Originaria di Demonte ma borgarina d'adozione, Luciana Ortu rappresenta una figura di riferimento per generazioni di studenti, famiglie e insegnanti del territorio piemontese. Sotto la sua direzione, l'istituto ha affrontato le grandi trasformazioni della scuola contemporanea, mantenendo sempre al centro l'attenzione per la crescita umana e culturale dei ragazzi.

Una vita tra i banchi di Borgo San Dalmazzo

Il legame tra Luciana Ortu e le scuole di Borgo San Dalmazzo affonda le radici nel 1994. Per diciotto anni, fino al 2012, ha lavorato all'interno dell'istituto come insegnante di inglese e vicepreside. Successivamente, dopo aver vinto il concorso per dirigenti, ha guidato per due anni l'Istituto Comprensivo di Cervasca, per poi fare ritorno a Borgo nel 2014, questa volta nel ruolo di Dirigente Scolastica.

Si è trovata così al vertice di una macchina organizzativa complessa e articolata: l'Istituto Comprensivo di Borgo San Dalmazzo conta infatti oltre 1.000 alunni (dalla scuola dell'infanzia fino alla secondaria di primo grado), suddivisi in più di 50 classi, con un organico di circa 180 insegnanti e trenta unità tra personale amministrativo e collaboratori scolastici. Una realtà che Ortu ha gestito con una visione chiara: mettere la didattica, la formazione e la pedagogia davanti a qualsiasi altra esigenza.

Il passaggio alla dirigenza e il rapporto con le famiglie

La scelta di lasciare l'insegnamento per assumere la dirigenza è nata da una profonda riflessione personale e professionale. Dopo vent'anni trascorsi in classe, la consapevolezza di un crescente divario generazionale con gli alunni l'ha spinta a rimettersi in gioco. La dirigenza è diventata così lo strumento per coltivare su più ampia scala l'interesse per la pedagogia e per il miglioramento degli ambienti di apprendimento.

Negli anni, tuttavia, il ruolo del dirigente scolastico ha subito profonde trasformazioni, come ha ricordato la stessa Ortu nel tracciare un bilancio della sua esperienza. La burocrazia e gli adempimenti amministrativi sono diventati sempre più preponderanti e complessi, affiancati dalla costante necessità di reperire finanziamenti attraverso la progettazione. Accanto a questo, una delle sfide più impegnative è stata la gestione del rapporto con le famiglie.

«Da parte di molte famiglie, anche se non di tutte, c'è oggi la tendenza a difendere i figli a priori, a non ascoltare la voce della scuola e a respingerne il ruolo educativo», ha osservato la dirigente, sottolineando come la scuola abbia invece il compito fondamentale di correggere gli errori, che sono parte integrante del cammino di crescita di ogni studente.

I progetti del cuore e l'apertura all'Europa

Durante gli anni della sua presidenza, l'istituto ha promosso numerose iniziative volte all'inclusione, alla sostenibilità ambientale e all'internazionalizzazione. Tra queste spicca il Progetto Erasmus, fortemente voluto da Ortu per aprire la scuola al confronto con altri Paesi europei attraverso scambi culturali e partenariati.

Un altro fiore all'occhiello dell'offerta formativa è stato il Progetto Lettura, che prevede un momento quotidiano dedicato alla lettura in tutti gli ordini di scuola. Un'iniziativa pensata per aiutare i ragazzi, costantemente immersi nella velocità del mondo virtuale, a ritrovare la capacità di fermarsi, riflettere e concentrarsi.

Non sono mancati i momenti di profonda commozione, legati soprattutto alla musica. La dirigente ha sempre seguito con particolare orgoglio gli alunni dell'indirizzo musicale nei loro concerti e concorsi. Proprio gli studenti hanno saputo dimostrarle un affetto sincero: indimenticabili, per la preside, gli auguri cantati in coro sotto la finestra della presidenza in occasione del suo sessantesimo compleanno e la canzone speciale che i ragazzi le hanno dedicato nell'ultimo giorno di lezione dello scorso anno scolastico.

Il futuro oltre la campanella

Con il pensionamento scattato ufficialmente il 1° settembre scorso, per Luciana Ortu si apre una nuova fase della vita, ricca di passioni finora accantonate per i ritmi totalizzanti della dirigenza. Tra i progetti futuri ci sono il tempo da dedicare alla famiglia, ai nipotini e ai genitori anziani, ma anche il teatro, le camminate in montagna e lo studio della lingua spagnola.

Il legame con il mondo dell'istruzione e dell'inclusione, tuttavia, non si spegnerà del tutto: tra le intenzioni della neopensionata c'è infatti l'impegno nel volontariato, a partire dalla scuola di italiano per stranieri attiva proprio all'interno dell'istituto che ha guidato per dieci anni.