Immaginate una classe di scuola media dove i dati non sono fredde statistiche su un sussidiario, ma diventano oggetti fisici, installazioni da toccare e podcast da ascoltare. A Bologna, questa non è un'ipotesi, ma la realtà del progetto “STEM Trekkers: Data Literacy”, che oggi, domenica 6 settembre 2026, conclude il suo viaggio al Festival dell’Innovazione Scolastica di Valdobbiadene come una delle esperienze didattiche d'eccellenza del panorama italiano.
Il percorso, realizzato presso la scuola secondaria di primo grado Testoni Fioravanti dell’Istituto Comprensivo 5 di Bologna, è stato scelto per rappresentare il futuro della scuola in un appuntamento che quest'anno ha messo al centro l'impatto dell'Intelligenza Artificiale sull'apprendimento. In un momento in cui l'IA spaventa o affascina, i ragazzi di Bologna hanno imparato a "domarla" partendo dalle basi: la comprensione del dato.
Dalla teoria al supercomputer: il metodo bolognese
Non è un caso che questa sperimentazione nasca proprio sotto le Due Torri. Bologna è oggi la capitale europea del calcolo grazie al supercomputer Leonardo, e il progetto STEM Trekkers ha saputo connettere l'aula con questo ecosistema tecnologico d'avanguardia. Gli studenti non si sono limitati a studiare l'informatica, ma hanno praticato la data physicalization, ovvero l'arte di trasformare i dati digitali in manufatti fisici, rendendo tangibile ciò che solitamente è invisibile.
Attraverso metodologie attive come il problem solving e il learning by doing, il confine tra discipline scientifiche e umanistiche si è assottigliato. "Imparare facendo" ha significato per questi ragazzi sviluppare un pensiero critico indispensabile per abitare il mondo digitale in modo consapevole, passando dai laboratori a visite guidate e incontri diretti con i professionisti del settore.
Oltre i numeri: contrasto agli stereotipi di genere
Uno degli obiettivi più ambiziosi di STEM Trekkers è stato il superamento del divario di genere nelle materie scientifiche. Troppo spesso, ancora oggi, le carriere STEM vengono percepite come "poco adatte" alle ragazze. Il lavoro svolto all'IC 5 ha puntato a scardinare questi pregiudizi, offrendo modelli positivi e dimostrando che la creatività e l'analisi dei dati non hanno genere.
Il progetto non finisce tra i banchi: è in corso di pubblicazione una serie di podcast didattici realizzati dagli stessi studenti, un modo per restituire alla comunità quanto appreso e per trasformare i ragazzi da fruitori passivi di tecnologia a produttori di contenuti culturali e scientifici.
Una rete per l'innovazione
Il successo di STEM Trekkers è il risultato di una sinergia territoriale che ha visto la scuola aprirsi all'esterno. L'iniziativa è stata promossa da una rete composta dalla cooperativa Open Group (capofila), Data Ninja, IFAB e il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna. Fondamentale è stato il contributo del Fondo per la Repubblica Digitale, con il monitoraggio costante di Evaluation Lab per misurare l'efficacia del percorso.
Per chi volesse approfondire i dettagli del progetto o seguire i futuri sviluppi didattici dell'istituto, è possibile consultare il portale ufficiale dell' Istituto Comprensivo 5 di Bologna.
Mentre i riflettori di Valdobbiadene si spengono, l'eredità di STEM Trekkers resta nelle classi bolognesi: una scuola che non insegna solo a usare gli strumenti del futuro, ma a capirli, criticarli e, soprattutto, a non averne paura.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ic5bologna.edu.it.




