Il primo giorno di scuola dell'infanzia per un bambino di tre anni rappresenta uno dei passaggi più delicati dell'intero percorso di crescita: segna il distacco dall'ambiente protetto della famiglia e l'ingresso in una comunità di pari. Per accompagnare questo momento con cura pedagogica, alla scuola paritaria De La Salle di Benevento l'inizio dell'anno scolastico ha assunto i contorni simbolici di una partenza condivisa, articolata attorno al progetto didattico intitolato "La Valigia delle Meraviglie".
L'iniziativa nasce per trasformare il timore del nuovo in curiosità, strutturando gli spazi e i primi incontri in modo da favorire la progressiva conquista dell'autonomia, il riconoscimento delle proprie emozioni e la costruzione dei primi legami di fiducia con il gruppo e con le figure educative.
Il valore pedagogico della valigia come metafora
Nel lavoro educativo rivolto alla prima infanzia, l'oggetto concreto funge da mediatore essenziale. Il tema del viaggio e la presenza della valigia permettono ai bambini di rappresentare visivamente e fisicamente l'idea del passaggio: un bagaglio in cui custodire simbolicamente le proprie sicurezze affettive e, al tempo stesso, fare spazio a ciò che si incontra lungo il cammino.
Attraverso attività studiate per la fascia dei tre anni, il percorso avviato presso l'istituto beneventano mette al centro quattro cardini fondamentali per l'età prescolare:
- Riconoscimento ed espressione delle emozioni: dare voce alla paura del distacco, alla sorpresa, alla gioia e all'attesa;
- Graduale sviluppo dell'autonomia: imparare a orientarsi nei nuovi ambienti, a prendersi cura dei propri oggetti e a muoversi nello spazio sezione;
- Prime relazioni tra pari: sperimentare la convivenza, la condivisione dei giochi e i primi ritmi di gruppo;
- Senso di appartenenza: sentirsi parte attiva di un contesto accogliente, pensato a misura di bambino e capace di rassicurare anche le famiglie.
Spazi a misura di bambino e tempi distesi
La cura dell'accoglienza non si limita alla predisposizione di giochi, ma riguarda l'intera organizzazione del contesto didattico. Nei primi giorni di frequenza, i tempi distesi, la gradualità della permanenza e la predisposizione di angoli tematici permettono ai più piccoli di esplorare senza fretta l'ambiente scolastico. Gli spazi, allestiti per stimolare la meraviglia e il contatto sensoriale, diventano tappe di un percorso rassicurante in cui ciascuno può trovare i propri ritmi di ambientamento.
In questa prospettiva, la scuola dell'infanzia conferma la propria natura di ponte relazionale: non un luogo di mero affidamento, ma una comunità educante in cui ogni ingresso viene accolto come una storia unica che comincia.