L'Istituto Leonardo di Giarre ha segnato un punto di svolta nella lotta alle dipendenze giovanili, venendo indicato dalle testate locali come la prima scuola del territorio a completare l'intero percorso triennale di prevenzione contro il gioco d'azzardo patologico promosso dall'ASP di Catania. Mentre il nuovo anno scolastico scalda i motori, il bilancio di questa esperienza, documentata anche dal Gazzettino Online, offre un modello concreto di come l'istruzione possa intercettare i rischi prima che diventino emergenze cliniche.
Il progetto, realizzato in stretta collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale dell'azienda sanitaria locale (ASP Catania), non si è limitato a una serie di conferenze isolate. Si è trattato di un cammino strutturato che ha coinvolto gli studenti in incontri periodici distribuiti su tre anni, portando gli esperti del settore sanitario direttamente tra i banchi di scuola. Un impegno costante che la dirigenza scolastica ha fortemente voluto per fornire ai ragazzi strumenti di consapevolezza che vadano oltre la semplice informazione teorica.
Un percorso unico nel territorio catanese
In un panorama dove spesso i progetti di prevenzione faticano a trovare continuità a causa di tagli ai finanziamenti o difficoltà organizzative, l'Istituto Leonardo ha rappresentato un caso di eccellenza. Portare a termine ogni singola fase prevista dal protocollo dell'ASP è stata una scelta pedagogica precisa. Secondo quanto riportato dai referenti del progetto alla chiusura del triennio, la scuola di Giarre si è distinta per aver completato l'intero ciclo senza interruzioni, garantendo agli studenti una formazione progressiva e coerente.
Il lavoro degli operatori sanitari si è concentrato su una fascia d'età cruciale, quella in cui le abitudini iniziano a consolidarsi. Oggi il contatto con l'azzardo non avviene più soltanto nelle sale slot o nelle ricevitorie, ma passa quasi esclusivamente attraverso lo smartphone. Questo rende il fenomeno invisibile agli occhi di genitori e docenti, trasformando una potenziale dipendenza in un'attività silenziosa e costante, spesso mascherata da semplice intrattenimento digitale.
Scienza e prevenzione: il nodo dell'impulsività
Uno degli aspetti più innovativi del progetto è stato l'approccio basato sulle più recenti evidenze scientifiche. Gli esperti hanno spiegato agli studenti che il comportamento a rischio non dipende tanto dal tipo di gioco scelto, quanto dal modo in cui il cervello prende decisioni sotto pressione emotiva.
Durante il percorso sono stati citati studi internazionali, come quelli condotti da ricercatori dell'Università di Sydney in Australia e dell'Università di Bergen in Norvegia, che analizzano la correlazione tra la bassa impulsività e la capacità di non cadere nella spirale della perdita. Il dato scientifico indica che chi riesce a fissare dei limiti rigidi prima di iniziare a giocare — e soprattutto chi non li modifica in base all'andamento della sessione — ha meno probabilità di sviluppare una patologia.
In classe, i professionisti dell'ASP hanno lavorato proprio su questo: il riconoscimento degli stati emotivi. Invece di descrivere le meccaniche dei singoli giochi, l'attenzione è stata spostata sulla capacità di restare fedeli a una decisione presa "a mente lucida". È la consapevolezza di sé, più che la conoscenza delle probabilità matematiche, a fare da scudo contro la dipendenza.
Il ruolo delle famiglie e il monitoraggio nazionale
Nonostante l'ordinamento italiano, recentemente aggiornato con il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 (Disposizioni in materia di riordino del settore dei giochi), preveda l'identificazione obbligatoria per l'accesso al gioco a distanza e strumenti di autolimitazione per i concessionari, l'efficacia di queste misure resta legata alla conoscenza che se ne ha. Gli operatori che hanno lavorato a Giarre hanno segnalato come spesso manchi proprio la consapevolezza degli strumenti di tutela già esistenti.
In questo contesto, il monitoraggio costante dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) gioca un ruolo fondamentale. Le indagini nazionali sulla diffusione del gioco d'azzardo tra la popolazione scolastica, come il Rapporto di ricerca dell'ISS dedicato ai giovani, permettono ai dipartimenti di salute mentale di individuare le aree geografiche e le fasce d'età su cui intervenire con maggiore urgenza.
Nello specifico, l'intervento all'Istituto Leonardo ha coperto il triennio scolastico conclusosi nel 2024, coinvolgendo circa 300 studenti in un monte ore complessivo di oltre 60 ore di attività laboratoriale e informativa. La chiusura del ciclo non segna necessariamente la fine dell'impegno. La dirigenza ha sottolineato come il successo dell'iniziativa dipenda ora dal rinnovo dei finanziamenti e dalla volontà di altri istituti di seguire questo esempio. Resta ferma la responsabilità delle famiglie: poiché il gioco d'azzardo per i minori è severamente vietato dalla legge, il controllo degli accessi ai dispositivi mobili rimane la prima linea di difesa.
Il "modello Giarre" dimostra che, quando scuola e sanità pubblica collaborano in modo sistematico, è possibile costruire una rete di protezione reale, capace di trasformare la prevenzione da concetto astratto in una pratica quotidiana di cittadinanza consapevole.