A Firenze e provincia, oltre il 60% delle cattedre di sostegno sarà coperto da docenti precari per l'anno scolastico 2026/2027. Su un totale di 3.656 posti complessivi attivati sul territorio, ben 2.200 sono "in deroga", ovvero incarichi a tempo determinato che non garantiscono la continuità didattica agli oltre 4.800 alunni con disabilità dell'area fiorentina.
I dati, diffusi oggi 2 settembre 2026, delineano un quadro di forte criticità per l'inclusione scolastica. Nonostante il calo demografico generale della popolazione studentesca, il numero di certificazioni di disabilità continua a crescere, portando a un aumento del 16% dei posti in deroga rispetto all'anno precedente. Questo meccanismo, pur garantendo la copertura del servizio, affida la maggior parte del supporto educativo a insegnanti con contratti in scadenza al 30 giugno o al 31 agosto.
I numeri del sostegno a Firenze: la distribuzione per ordine di scuola
Secondo le analisi fornite dalla FLC CGIL Firenze, l'organico di diritto — ovvero i posti stabili destinati alle immissioni in ruolo — si ferma a 1.456 unità. La restante parte del fabbisogno viene colmata attraverso i posti in deroga, che quest'anno raggiungono quota 2.200. La carenza di personale di ruolo si avverte in modo trasversale in tutti i gradi di istruzione.
La stima della distribuzione dei docenti precari sul territorio fiorentino evidenzia le seguenti concentrazioni:
- Scuola Secondaria di II grado: circa 800 docenti precari;
- Scuola Primaria: oltre 700 incarichi a tempo determinato;
- Scuola Secondaria di I grado: più di 550 supplenti;
- Scuola dell'Infanzia: quasi 200 posti coperti da precari.
Emanuele Rossi, segretario generale della FLC CGIL Firenze, ha sottolineato come l'elevato numero di contratti stagionali impedisca spesso di instaurare quel rapporto di fiducia duraturo tra docente, alunno e famiglia, fondamentale per un'efficace inclusione. Inoltre, molti dei supplenti chiamati a coprire questi posti non possiedono la specializzazione specifica, a causa del numero chiuso nei percorsi formativi universitari.
Continuità didattica e conferma del docente: l'applicazione della Legge 106/2024
Un elemento centrale di questo inizio d'anno è l'applicazione delle norme introdotte con il Decreto Scuola (DL 71/2024), convertito nella Legge 106/2024. La normativa consente alle famiglie di richiedere ufficialmente la conferma del docente precario che ha seguito l'alunno nell'anno scolastico precedente, nel tentativo di mitigare gli effetti della mobilità forzata dei supplenti.
Su questo punto, le sigle sindacali esprimono pareri divergenti. Mentre la CGIL ritiene che tale provvedimento rischi di scavalcare i principi di trasparenza delle graduatorie pubbliche, la CISL Scuola Firenze-Prato riporta un esito positivo dell'applicazione pratica. Secondo Camilla Insom, segretaria generale della CISL Scuola territoriale, la maggior parte delle richieste avanzate dalle famiglie fiorentine è stata accolta, permettendo a molti studenti di mantenere il riferimento educativo dell'anno precedente.
"Il fabbisogno per la provincia di Firenze è stato coperto integralmente", spiega Insom, precisando che con circa 4.880 alunni con disabilità, il rapporto sulla carta è di uno studente ogni 1,3 posti di sostegno attivati.
La posizione dell'Ufficio Scolastico Regionale
L'amministrazione scolastica difende l'operato svolto per garantire l'avvio delle lezioni. Luciano Tagliaferri, direttore generale dell'Ufficio Scolastico Regionale (USR) per la Toscana, ha confermato che l'amministrazione ha assicurato la copertura totale dei posti disponibili per le immissioni in ruolo.
"Sarebbe certamente auspicabile che le risorse di bilancio permettessero di stabilizzare i 2.200 posti in deroga in via definitiva. Tuttavia, l'attivazione di un numero così elevato di posti testimonia l'attenzione prestata all'inclusione scolastica e la volontà di non lasciare scoperto alcun bisogno, nonostante i limiti dell'organico nazionale."
Negli ultimi tre anni, i posti di sostegno in ruolo in Toscana sono aumentati di 124 unità, un segnale che l'USR definisce positivo ma che, di fronte a oltre duemila supplenze nella sola provincia di Firenze, appare ancora insufficiente a risolvere il problema strutturale della precarietà nel sostegno.
Cosa cambia per le famiglie e i docenti
Per l'anno scolastico che si apre, la situazione per le famiglie fiorentine resta binaria: da un lato la garanzia della presenza di un docente (grazie alla copertura totale del fabbisogno dichiarata dall'USR), dall'altro l'incertezza sulla stabilità di tale figura. I docenti precari, dal canto loro, continuano a operare con contratti "settembre-giugno" o "settembre-agosto", in attesa di nuove procedure concorsuali o di un ampliamento dell'organico di diritto che trasformi i posti in deroga in posti stabili.
Per approfondimenti sulle modalità di nomina e sulle graduatorie, è possibile consultare il sito ufficiale dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, dove vengono pubblicati i decreti di assegnazione e le disponibilità residue per le supplenze.