L’Università di Udine lancia una strategia internazionale per rispondere alla carenza di personale sanitario, aprendo le porte a professionisti laureati all’estero. È stato presentato oggi, mercoledì 2 settembre 2026, un progetto pilota che permetterà a 15 infermieri provenienti da Argentina e Ghana di completare il proprio percorso accademico in Italia, ottenendo un titolo valido per l’impiego immediato nel Servizio Sanitario Regionale (Ssr) del Friuli Venezia Giulia.
L’iniziativa, sostenuta finanziariamente dalla Regione, rappresenta il primo modello nazionale di questo genere. L’obiettivo è duplice: garantire una formazione d’eccellenza allineata agli standard europei e assicurare al territorio nuove risorse professionali attraverso un vincolo di permanenza nelle strutture sanitarie locali.
Equipollenza e formazione: come funziona il progetto
Il cuore del progetto risiede nella collaborazione tra l’Ateneo friulano e l’Istituto universitario italiano (Iunir) di Rosario, in Argentina, centro d'eccellenza che conta oltre mille iscritti in scienze infermieristiche, molti dei quali di origine italiana. Grazie ad accordi bilaterali, i laureati selezionati non dovranno ricominciare il percorso di studi da zero.
Il percorso accademico prevede:
- Iscrizione diretta: i candidati già laureati nei paesi d'origine verranno iscritti al secondo o al terzo anno del corso di laurea in Infermieristica presso il Dipartimento di Medicina di Udine.
- Riconoscimento dei crediti: attraverso una valutazione dei piani di studio esteri, verrà garantita l’equipollenza del titolo dopo il superamento degli esami integrativi necessari.
- Obiettivi didattici: per mantenere i benefici, gli studenti dovranno conseguire almeno il 60% dei crediti formativi (CFU) previsti per ciascun anno di corso.
Oltre alla parte teorica, i partecipanti avranno accesso al Centro di alta simulazione e formazione dell’Università di Udine, un vero e proprio "ospedale simulato" dove affinare le competenze cliniche prima dell'ingresso in reparto.
Il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia
Il progetto non si limita all'aspetto didattico, ma offre un pacchetto di supporto logistico e finanziario per facilitare l'integrazione dei 15 professionisti. La Regione Friuli Venezia Giulia ha stanziato fondi specifici per coprire i costi di vitto, alloggio e assicurazione per l'intera durata del percorso formativo.
Sono inoltre previsti corsi intensivi di lingua italiana, fondamentali per garantire una comunicazione efficace con i pazienti e l'integrazione nei team di cura. All'incontro odierno a Palazzo Antonini-Maseri, l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, ha sottolineato l'importanza di creare connessioni internazionali concrete per dare risposte alla domanda di salute dei cittadini.
Vincoli professionali e occupazione nel SSR
In cambio del sostegno economico e del percorso di laurea agevolato, i beneficiari sottoscrivono un "patto con il territorio" molto rigoroso. Il progetto prevede infatti obblighi precisi per garantire che l'investimento pubblico si traduca in forza lavoro effettiva per gli ospedali friulani:
- Partecipazione ai concorsi: una volta ottenuto il titolo italiano, i laureati sono obbligati a partecipare alle procedure selettive del Servizio Sanitario Regionale nei tre anni successivi.
- Obbligo di permanenza: in caso di assunzione, i professionisti dovranno restare in servizio presso gli enti del Ssr per un periodo minimo di cinque anni.
- Revoca dei benefici: il mancato rispetto degli impegni accademici o degli obblighi occupazionali comporterà la decadenza immediata dal contributo e la richiesta di restituzione di quanto erogato.
Un ponte tra Friuli e Sudamerica
Il professor Silvio Brusaferro, tra i responsabili del progetto, ha evidenziato come il collegamento con l'Argentina nasca da radici profonde, facilitate dal lavoro dell’Ente Friuli nel Mondo. "Si tratta di trasformare una relazione storica in valore attuale per la sanità pubblica", ha dichiarato Brusaferro durante la presentazione.
Anche la professoressa Alvisa Palese e il prorettore Giorgio Alberti hanno ribadito la vocazione internazionale dell'Università di Udine, capace di attrarre talenti anche dal Ghana, ampliando il raggio d'azione oltre i confini europei. La delegazione argentina, guidata dalla vice rettrice dello Iunir Karina Elmir, ha già visitato le strutture dipartimentali, confermando la solidità della partnership scientifica.
Per ulteriori dettagli sui corsi e sulle attività internazionali dell'Ateneo, è possibile consultare la sezione dedicata sul portale ufficiale uniud.it.
L'integrazione di personale già laureato all'estero permette di ridurre i tempi di inserimento in corsia rispetto a un ciclo di studi completo. Se il modello Udine darà i frutti sperati, la Regione non esclude di ampliare il numero di beneficiari nei prossimi anni accademici, estendendo la collaborazione ad altri paesi con standard formativi compatibili.
L'iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di reclutamento internazionale che sta vedendo diverse regioni italiane guardare all'estero per far fronte alla carenza di migliaia di infermieri, ma Udine si distingue per aver scelto la via della formazione accademica e dell'equipollenza anziché il semplice reclutamento diretto, garantendo così una maggiore qualità delle prestazioni sanitarie.