Il Consiglio comunale di Palermo ha approvato una delibera che introduce modifiche al regolamento per la gestione del servizio di assistenza specialistica all'autonomia e alla comunicazione (Asacom) rivolto agli alunni con disabilità. L'intervento punta a riorganizzare la gestione degli assistenti igienico-personali e specialistici nelle scuole del capoluogo siciliano alla vigilia del nuovo anno scolastico, ma suscita reazioni contrastanti da parte dei sindacati di categoria.
I rappresentanti dei lavoratori accolgono positivamente alcuni aggiustamenti tecnici introdotti dal provvedimento, ma sottolineano come la riforma lasci irrisolti i nodi strutturali storici della professione: la precarizzazione della categoria, i livelli retributivi e la forma contrattuale richiesta agli operatori.
I nodi aperti: stabilità, retribuzioni e partita IVA
Nonostante gli elementi di miglioramento contenuti nella nuova delibera dell'amministrazione comunale, i sindacati mantengono alta la guardia sul quadro complessivo delle tutele per il personale Asacom. In particolare, la critica principale riguarda l'impostazione dei rapporti di lavoro previsti per svolgere l'assistenza nelle classi.
I segretari generali della FLC CGIL Palermo, Fabio Cirino, e della NIDIL CGIL Palermo, Francesco Brugnone, hanno espresso la posizione delle sigle rispetto alla novità regolamentare:
«Prendiamo atto dei miglioramenti, che apprezziamo, ma occorre sistemare la partita che rimane ancora aperta della stabilità di questi lavoratori e della retribuzione. E soprattutto continuiamo a essere contrari all'imposizione della partita Iva, per il tipo di lavoro che in realtà si configura come stabile nel tempo e assume tutti i criteri di un lavoro di tipo subordinato».
Cosa cambia per le scuole e le famiglie
Il servizio Asacom rappresenta uno snodo fondamentale per garantire il diritto allo studio e l'integrazione scolastica degli studenti con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali. Gli assistenti affiancano il personale docente e gli insegnanti di sostegno garantendo autonomia personale, comunicazione e inclusione didattica all'interno delle strutture scolastiche cittadine.
Le modifiche approvate dal Consiglio comunale mirano a snellire le procedure di erogazione delle prestazioni per l'anno scolastico in partenza, ma per le organizzazioni sindacali la reale continuità didattica si potrà ottenere soltanto superando il ricorso al lavoro autonomo per mansioni che presentano continuità e vincoli di orario analoghi al lavoro dipendente.
La questione della contrattualizzazione degli assistenti all'autonomia e alla comunicazione resta al centro del dibattito locale e nazionale, con le parti sociali che chiedono garanzie sia sui tempi di attivazione del servizio al suono della prima campanella, sia sulla dignità retributiva dei lavoratori coinvolti.