La continuità didattica non è solo una questione di programmi scolastici, ma il pilastro su cui poggia il successo formativo degli studenti con disabilità. È questo il cuore dell'accorata lettera-appello inviata al Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, da uno studente diciassettenne di Bari, che si trova ora a dover affrontare l'incertezza del cambio di docente a un passo dalla maturità.
Il giovane, studente presso l'Istituto Tecnico Tecnologico "E. di Savoia – F. Caracciolo" di Bari, ha raccontato la sua storia per sensibilizzare le istituzioni su un paradosso burocratico che colpisce molti ragazzi con disabilità: il legame tra il contratto dell'insegnante e la stabilità del percorso educativo.
Due anni di lavoro messi a rischio
Lo studente, che convive con una grave disabilità di natura fisica legata a una rara sindrome genetica, ha spiegato di aver costruito negli ultimi due anni un rapporto di fiducia profondo con la sua insegnante di sostegno. "Abbiamo costruito un percorso di crescita, fatto di metodi di studio, strategie e tecniche di apprendimento pensate sulle mie difficoltà e sulle mie possibilità", scrive il ragazzo nella lettera riportata dalla Gazzetta del Mezzogiorno. Un lavoro che lo ha reso più autonomo e consapevole, ma che ora rischia di interrompersi bruscamente. Per una consultazione integrale della fonte e degli atti correlati alla vicenda, è possibile fare riferimento alla cronaca della Gazzetta del Mezzogiorno, che ha documentato l'appello sin dalla sua pubblicazione. Si precisa che, sebbene il collegamento rimandi alla homepage generica della testata, il testo completo della lettera e il percorso dell'articolo di cronaca specifico sono rintracciabili navigando all'interno delle sezioni locali o dell'archivio del portale.
Il nodo della questione è di natura contrattuale. L'insegnante, che finora lo ha seguito, ha vinto un concorso su posto comune ed è stata assunta a tempo indeterminato in un'altra provincia. Con il passaggio al ruolo, le norme vigenti non consentono la permanenza della docente sul posto di sostegno presso lo stesso istituto, nonostante la disponibilità della professoressa a concludere il ciclo scolastico insieme allo studente.
L'appello alle istituzioni
"Cambiare insegnante adesso non significherebbe soltanto conoscere una persona nuova. Significherebbe rischiare di disperdere un lavoro costruito in due anni", sottolinea il diciassettenne, che a settembre inizierà il suo ultimo anno di superiori. Nonostante le sollecitazioni inviate negli scorsi mesi dalla famiglia all'Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia, all'Ambito Territoriale di Bari e al Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, ad oggi non è stata individuata una soluzione concreta che permetta la deroga necessaria per garantire la continuità didattica.
Il giovane non si è rivolto solo al Ministro Valditara, ma ha scritto anche al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, invocando il rispetto dei principi costituzionali che tutelano il diritto allo studio e l'inclusione. "Io non chiedo un privilegio", chiarisce nel suo appello, "chiedo che non venga cancellato un lavoro costruito con fatica, impegno e risultati".
Una questione di diritti
La vicenda solleva una riflessione più ampia sul sistema di reclutamento e sulla gestione del sostegno in Italia. Quando il contratto di un insegnante cambia, lo studente si ritrova spesso in una posizione di fragilità, costretto a ricominciare da capo il delicato processo di adattamento e comprensione delle proprie necessità. "Io non sono cambiato. La mia disabilità non è cambiata. Il mio bisogno di continuità non è cambiato. È cambiato soltanto il contratto della mia insegnante", scrive lo studente, ponendo una domanda diretta a chiunque si trovi a dover gestire queste decisioni: "Se al mio posto ci fosse vostro figlio, accettereste che proprio nell’anno della maturità venisse interrotto un percorso costruito in due anni?".
Per il momento, la richiesta del ragazzo rimane in attesa di una risposta ufficiale che possa permettere di concludere l'ultimo anno di scuola con il supporto che lo ha accompagnato fino a oggi.
Foto di copertina: Ministero dell’Istruzione — CC BY 3.0 it, via Wikimedia Commons