Dopo trentotto anni trascorsi al servizio del mondo dell'istruzione, prima come docente e successivamente come dirigente scolastico, Giuseppe Santoli saluta la scuola e approda alla pensione. Nel corso della sua carriera ha guidato realtà complesse e di primo piano nel territorio trentino, dall'Istituto Comprensivo Isera-Rovereto al Liceo "Filzi", fino all'ITET "Fontana". Un percorso lungo quasi quattro decenni che traccia il ritratto di un'istituzione in profonda trasformazione, ma che mantiene immutato il suo pilastro fondamentale: la centralità della relazione umana tra insegnanti e studenti.
Il viaggio di Santoli è iniziato nel 1988 a Napoli, in un contesto sociale ed educativo assai differente da quello incontrato al suo arrivo in Trentino nel 2007. Nel tirare le somme di questa lunga esperienza, il dirigente riassume il valore dell'insegnamento in quattro parole chiave: responsabilità, innovazione, comunità e memoria. Valori da custodire in un'epoca in cui i linguaggi e le modalità di apprendimento dei più giovani stanno cambiando a velocità mai viste prima.
Oltre la tecnologia: la sfida dell'integrazione e dei nuovi linguaggi
Tra le trasformazioni più evidenti vissute tra le mura scolastiche vi è il mutamento demografico e culturale della popolazione studentesca. L'ingresso dei ragazzi di seconda generazione ha posto la scuola di fronte a nuove necessità di mediazione e inclusione culturale, in un contesto in cui spesso gli studenti si trovano a vivere in bilico tra identità familiari differenti.
Allo stesso tempo, la diffusione dei social network e dell'intelligenza artificiale ha modificato radicalmente il modo in cui i giovani acquisiscono informazioni. Secondo Santoli, la tecnologia può rappresentare un valido ausilio, ma non potrà mai sostituire la presenza e il dialogo educativo:
«L'innovazione può aiutare, ma non sostituire la relazione tra le persone. L'apprendimento avviene prevalentemente in contesti non formali e la scuola deve avere la capacità di sistematizzare questi apprendimenti, di metterli in un canale corretto. Anche per l'intelligenza artificiale occorre insegnare un uso consapevole, facendo capire che questi strumenti non sono sostituti della ragione, della conoscenza e del pensiero».
Dignità della professione docente e lotta alla precarizzazione
Un capitolo centrale della riflessione del dirigente riguarda lo stato della professione docente in Italia. Oggi agli insegnanti non viene chiesta unicamente una solida preparazione disciplinare, ma soprattutto una spiccata competenza relazionale e l'attitudine all'ascolto, doti indispensabili per intercettare i bisogni delle nuove generazioni.
Sulla questione del precariato e delle difficoltà strutturali del reclutamento, Santoli richiama l'attenzione sulla necessità di restituire dignità al ruolo del docente, agendo sia sugli aspetti contrattuali sia sulle condizioni materiali di vita, come il tema degli stipendi e della ricerca di alloggio per i docenti fuori sede:
- La missione dell'insegnamento: la continuità didattica è un valore, ma l'impegno professionale del docente prescinde dalla tipologia di contratto di lavoro.
- Reclutamento e selezione: non occorre solo stabilizzare il personale, ma selezionare professionisti capaci di coniugare conoscenze e competenze umane.
- Condizioni di lavoro: adeguamento retributivo e tutele logistiche sono passaggi chiave per rendere nuovamente attrattiva la cattedra per le giovani generazioni.
Riforma delle carriere, middle management e valutazione degli studenti
Nel dibattito relativo alle riforme dell'organizzazione scolastica e del cosiddetto "middle management", l'esperienza sul campo porta il dirigente a guardare con cautela alle proposte di valorizzazione individuale prive di un quadro strutturato. L'idea di articolare le funzioni organizzative all'interno degli istituti è vista positivamente, purché la selezione delle figure intermedie non sia affidata alla sola decisione del dirigente scolastico, bensì condivisa con la comunità scolastica e supportata da un comitato di valutazione.
Infine, uno sguardo critico viene rivolto al tema dei giudizi sospesi e delle promozioni. La priorità della scuola non deve essere il mero recupero formale durante la pausa estiva, bensì la capacita di certificare in modo trasparente le reali competenze acquisite nelle singole discipline dal percorso di ogni studente. Una lezione di concretezza e visione che Giuseppe Santoli consegna alla scuola di domani.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito corrieredeltrentino.corriere.it.