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Scuola

Caldo in classe: allarme per le scuole senza climatizzazione

30 agosto 2026 di Vincenzo Schirripa

Il rientro a scuola a settembre si prospetta ancora una volta segnato dall'emergenza temperature per milioni di studenti e personale scolastico. Oltre il 90% degli edifici scolastici italiani non dispone di impianti di climatizzazione o raffrescamento, un'arretratezza strutturale che incide direttamente sul benessere e sul rendimento degli alunni proprio nei mesi di inizio e fine anno scolastico.

Con l'avvicinarsi della prima campanella, si riaccende il dibattito sulla vivibilità delle aule. L'analisi dettagliata contenuta nel rapporto "L'estate addosso", curato dal Think Tank Tortuga e pubblicato su lavoce.info, evidenzia come il patrimonio edilizio scolastico italiano sia ormai inadeguato a fronteggiare i cambiamenti climatici in atto, con ripercussioni concrete sul diritto allo studio.

I numeri del ritardo strutturale: solo il 10% delle scuole ha l'aria condizionata

La stragrande maggioranza delle scuole italiane è stata progettata in un'epoca in cui le ondate di calore estive e tardo-estive non rappresentavano una costante. Circa 6 edifici scolastici su 10 (il 60% del totale) sono stati costruiti prima del 1975. Di conseguenza, appena il 10% degli istituti sul territorio nazionale risulta dotato di un impianto di aria condizionata o di sistemi di ventilazione meccanica.

La situazione presenta forti disparità a livello regionale:

Anche nei territori più attrezzati, tuttavia, la climatizzazione resta un'eccezione riservata a una minoranza di studenti, lasciando la maggior parte delle classi esposta ai picchi di calore.

Il costo educativo del caldo: persi fino a 21 giorni di lezione

Studiare in un'aula surriscaldata non è solo faticoso, ma riduce la capacità di concentrazione e di apprendimento. Secondo i dati incrociati dal rapporto, circa 2,7 milioni di studenti italiani (pari al 45% del totale) frequentano lezioni con una temperatura media superiore ai 26°C for almeno un mese all'anno, concentrato solitamente nei mesi di maggio, giugno e settembre.

Nei comuni con più di 20mila abitanti, la soglia critica dei 26°C viene superata in media per 21 giorni all'anno, l'equivalente di circa il 10% dell'intero calendario scolastico. Dal punto di vista didattico, la riduzione dell'apprendimento causata dal caldo in questi 21 giorni equivale a perdere circa un intero mese di scuola in condizioni termiche adeguate. Un danno invisibile che si accumula anno dopo anno lungo tutto il percorso dell'obbligo scolastico.

Gli scenari futuri: temperature in aumento

La tendenza al riscaldamento globale indica che il problema è destinato ad aggravarsi rapidamente. Negli ultimi 25 anni, le temperature medie estive in Italia sono cresciute al ritmo di circa 0,5°C ogni dieci anni. Se questo trend dovesse mantenersi costante, entro i primi mesi autunnali e i periodi primaverili le temperature critiche interesseranno una quota sempre maggiore di istituti, in particolare nelle regioni del Nord come Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, che storicamente partivano da livelli più bassi.

Quali soluzioni? Perché allungare le vacanze non è la risposta

Di fronte alle aule bollenti, una delle proposte ciclicamente avanzate è quella di posticipare l'inizio delle lezioni o allungare la pausa estiva. Gli esperti del Think Tank Tortuga evidenziano tuttavia come questa non sia una soluzione percorribile. L'Italia ha già una delle pause estive più lunghe d'Europa, e un ulteriore prolungamento finirebbe per penalizzare gli studenti provenienti da contesti socio-economici più svantaggiati, che hanno minori opportunità di accesso ad attività ricreative ed educative durante l'estate, allargando il divario delle disuguaglianze.

La strada da percorrere è invece quella degli investimenti strutturali sul patrimonio edilizio, la cui competenza è ripartita tra Comuni e Province secondo quanto stabilito dalla Legge 11 gennaio 1996, n. 23. Le soluzioni tecniche indicate dagli esperti comprendono:

L'adeguamento climatico delle scuole italiane rappresenta un investimento non più rimandabile per garantire la salute di studenti e docenti, oltre a tutelare l'efficacia del percorso formativo delle nuove generazioni.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ilfattoquotidiano.it.

Tags: cronaca caldo scuole edilizia scolastica
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