Inizia a prendere forma concreta una delle novità più discusse dell'ordinamento scolastico recente: la conferma dei docenti precari sul sostegno su richiesta delle famiglie per garantire la continuità didattica agli alunni con disabilità. Oggi, sabato 29 agosto 2026, i primi Uffici Scolastici Territoriali hanno pubblicato i decreti contenenti i nominativi dei docenti confermati per l'anno scolastico 2026/2027, segnando l'avvio ufficiale di questa procedura a livello provinciale.
La misura, fortemente voluta dal Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, punta a ridurre la discontinuità didattica sul sostegno, un problema storico che ogni anno colpisce migliaia di studenti con disabilità in tutta Italia. Vediamo nel dettaglio come si sta sviluppando l'applicazione di questa norma e quali sono i primi territori coinvolti.
Le prime province al via: Terni e Pesaro Urbino
I primi provvedimenti ufficiali sono arrivati in queste ore da diverse aree del Paese, a ridosso dell'avvio ufficiale delle lezioni di settembre. Tra le prime amministrazioni a pubblicare gli esiti delle conferme figurano l'Ufficio Scolastico Regionale per l'Umbria, specificamente per la provincia di Terni, e l'Ufficio Scolastico Provinciale di Pesaro e Urbino.
Nel dettaglio:
- L'Ambito Territoriale di Terni ha reso noto il decreto con l'elenco del personale docente confermato su posto di sostegno per l'anno scolastico 2026/2027, consultabile direttamente sulla pagina ufficiale dell'AT Terni.
- L'USP di Pesaro e Urbino ha integrato le operazioni di attribuzione delle supplenze annuali pubblicando i relativi contratti a tempo determinato per ogni ordine e grado, inclusi i posti destinati alla continuità didattica, come riportato nell'avviso dell'Ufficio Scolastico di Pesaro e Urbino.
Queste pubblicazioni rappresentano i primi tasselli di un mosaico che andrà a completarsi nei prossimi giorni in tutte le altre province italiane, man mano che gli uffici territoriali concluderanno le verifiche sulle istanze presentate dai dirigenti scolastici d'intesa con le famiglie.
Come funziona la conferma su richiesta della famiglia
Il meccanismo introdotto dal legislatore si basa su una sinergia tra la scuola, la famiglia dell'alunno con disabilità e il docente interessato. Non si tratta di una conferma automatica, ma di un iter ben preciso che deve rispettare determinati requisiti soggettivi e oggettivi:
- Requisito del docente: Il docente deve aver prestato servizio sul medesimo posto di sostegno nell'anno scolastico precedente (in questo caso il 2025/2026) con un contratto a tempo determinato.
- Priorità alla specializzazione: La precedenza assoluta per la conferma spetta ai docenti in possesso del titolo di specializzazione sul sostegno.
- Il ruolo della famiglia: La famiglia dell'alunno con disabilità deve esprimere formale richiesta di continuità didattica, valutando positivamente il lavoro svolto dal docente nell'anno precedente.
- Il parere del Dirigente Scolastico: Il dirigente scolastico, previa valutazione dell'interesse dell'alunno e della disponibilità del posto, propone la conferma del docente all'Ufficio Scolastico Territoriale.
Il quadro normativo: dal Decreto Legge 71/2024 all'Ordinanza 27/2026
L'impianto normativo che sostiene questa procedura affonda le sue radici nell'articolo 8 del Decreto Legge 31 maggio 2024, n. 71 (poi convertito con modificazioni dalla Legge 29 luglio 2024, n. 106). Questa norma ha introdotto per la prima volta la possibilità di confermare il supplente di sostegno dell'anno precedente su richiesta della famiglia.
La declinazione operativa per il biennio in corso è invece disciplinata dall'articolo 13 dell'Ordinanza Ministeriale n. 27/2026, che regola l'attribuzione delle supplenze per il personale docente ed educativo. È proprio in applicazione di questo articolo che gli uffici scolastici stanno emanando i decreti di queste ore, garantendo che i posti destinati alle conferme vengano accantonati prima delle normali operazioni di nomina da Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS).
Le reazioni e i nodi ancora da sciogliere
La misura continua a dividere il mondo della scuola. Da un lato, le associazioni delle famiglie delle persone con disabilità accolgono con favore un provvedimento che cerca di porre rimedio alla "girandola" di insegnanti che ogni anno danneggia il percorso educativo degli alunni. Poter contare sullo stesso docente per più anni consecutivi rappresenta un indubbio vantaggio in termini di sintonizzazione comunicativa e continuità metodologica.
Dall'altro lato, i sindacati del comparto scuola esprimono forti riserve di natura costituzionale e contrattuale. Secondo le principali sigle sindacali, questo meccanismo rischia di scavalcare il principio del merito e della graduatoria, penalizzando i docenti con maggior punteggio o maggiore anzianità di servizio che si vedono sottrarre posti disponibili a favore di colleghi con punteggi inferiori ma "scelti" dalle famiglie o confermati per continuità. La preoccupazione è che si possa scivolare verso una sorta di "chiamata diretta" da parte delle famiglie, minando l'oggettività del sistema di reclutamento pubblico.
Cosa fare adesso
Per i docenti precari e le famiglie interessate alla continuità didattica, il consiglio è di monitorare costantemente gli albi pretori e i siti web istituzionali dei rispettivi Uffici Scolastici Territoriali (UST). Le pubblicazioni proseguiranno a ritmo serrato nei prossimi giorni per consentire il regolare avvio delle lezioni con tutti i docenti in cattedra fin dal primo giorno di scuola.




