Migliaia di docenti che hanno lavorato ai progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) non hanno ancora ricevuto i compensi dovuti per le ore di lavoro extra svolte. La denuncia, partita dal territorio piemontese e in particolare dal Cuneese, evidenzia un problema di portata nazionale che rischia di compromettere l'avvio del nuovo anno scolastico 2026/2027.
Gli insegnanti hanno risposto alla chiamata delle scuole per attivare corsi di recupero, laboratori di orientamento, potenziamento delle discipline STEM e contrasto alla dispersione scolastica. Tuttavia, a mesi di distanza dalla conclusione delle attività, i portafogli dei lavoratori restano vuoti a causa di blocchi burocratici e ritardi nell'erogazione dei fondi ministeriali.
La denuncia dei sindacati: docenti "beffati"
La situazione è emersa con forza nel territorio di Cuneo, dove le sigle sindacali di categoria hanno raccolto le proteste di decine di insegnanti e assistenti amministrativi. Molti docenti hanno accettato di svolgere ore aggiuntive oltre il proprio orario di cattedra, confidando nelle risorse stanziate dall'Unione Europea per il rilancio dell'istruzione italiana.
Secondo le ricostruzioni sindacali, il paradosso è che il lavoro è stato regolarmente pianificato, deliberato dagli organi collegiali, svolto e rendicontato sulle apposite piattaforme ministeriali. Nonostante l'iter formale sia concluso, i mandati di pagamento non sono partiti. I sindacati parlano apertamente di personale "beffato", costretto a inseguire spettanze per prestazioni professionali fornite ormai da diversi mesi.
Perché i pagamenti del PNRR sono bloccati?
Le cause del blocco dei compensi per le ore eccedenti legate al PNRR sono da rintracciare nella complessa macchina burocratica che regola l'erogazione di questi fondi comunitari. Le scuole si trovano spesso a dover fare i conti con:
- Ritardi nell'accredito delle risorse: I flussi finanziari dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) alle singole istituzioni scolastiche subiscono forti rallentamenti dovuti ai severi controlli di regolarità amministrativa e contabile.
- Complessità della piattaforma Futura: La rendicontazione dei progetti richiede il caricamento di una mole impressionante di dati e firme digitali. Un minimo errore formale o un ritardo nella validazione da parte dei revisori dei conti blocca l'intero pacchetto di finanziamento.
- Sovraccarico delle segreterie: Il personale ATA e i DSGA (Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi) si trovano a gestire una mole di lavoro straordinaria legata al PNRR senza un reale rafforzamento degli organici, rallentando le procedure interne di liquidazione.
Cosa rischia la scuola con il nuovo anno alle porte
Il mancato pagamento delle ore extra rischia di innescare un pericoloso effetto domino sul prossimo anno scolastico. Con il rientro in servizio del personale previsto per i primi giorni di settembre, la fiducia dei docenti nei confronti delle attività aggiuntive è ai minimi storici.
Molti insegnanti, infatti, si dicono già orientati a rifiutare qualsiasi incarico extra o progetto PNRR per l'anno scolastico 2026/2027 qualora non vengano prima saldate le spettanze pregresse. Questo blocco della disponibilità rischia di paralizzare l'offerta formativa integrativa delle scuole, proprio mentre il Ministero spinge per l'accelerazione dei target legati alle riforme del Piano.
Cosa fare adesso: i passi per i docenti in attesa
I docenti e il personale scolastico che si trovano in questa situazione di stallo possono attivarsi seguendo alcune indicazioni pratiche per monitorare lo stato dei propri pagamenti:
- Verificare lo stato della rendicontazione: È opportuno chiedere al DSGA o al Dirigente Scolastico se i progetti PNRR a cui si è partecipato sono stati interamente approvati e validati sulla piattaforma ministeriale PNRR Istruzione.
- Sollecito tramite RSU: Le Rappresentanze Sindacali Unitarie dell'istituto possono presentare una richiesta formale di chiarimento per iscritto al Dirigente Scolastico per conoscere le tempistiche previste per la liquidazione delle competenze.
- Supporto delle segreterie provinciali: Se il blocco persiste a livello di ambito territoriale, è consigliabile rivolgersi ai sindacati provinciali per valutare l'invio di una formale diffida ad adempiere nei confronti del Ministero o dell'Ufficio Scolastico Regionale competente.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito lastampa.it.