Il sindacato Anief ha chiesto ufficialmente di riportare l'importo della Carta del docente a 500 euro annui e di estendere l'accesso a questo bonus per l'aggiornamento professionale a tutto il personale della scuola, inclusi i supplenti e il personale ATA. La proposta mira a sanare le disparità di trattamento e a garantire il diritto alla formazione per tutti i lavoratori del comparto istruzione, in vista dell'avvio del nuovo anno scolastico.

La richiesta giunge in un momento delicato per la scuola italiana. Con l'avvicinarsi di settembre e la ripresa delle attività didattiche, resta infatti alta l'attenzione sulle risorse destinate all'autoformazione dei docenti, che negli ultimi anni hanno subito progressivi ridimensionamenti a causa dei tagli lineari e del dirottamento di fondi verso altre misure di sistema.

Le richieste del sindacato: cosa prevede la proposta

Nel suo comunicato ufficiale, l'Anief ha delineato una strategia chiara per rilanciare la Carta del docente, strutturata su tre punti fondamentali:

  • Ripristino della cifra originaria: riportare il valore della card a 500 euro netti all'anno per ciascun beneficiario, contrastando l'erosione del potere d'acquisto e i tagli previsti dalle precedenti manovre finanziarie.
  • Estensione della platea: includere stabilmente tutti i docenti con contratto a tempo determinato (precari con supplenze annuali o fino al 30 giugno) e l'intero personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario), attualmente escluso dal beneficio nonostante l'obbligo di aggiornamento professionale riguardi anche queste categorie.
  • Redistribuzione delle somme non spese: recuperare e reinvestire nel fondo della Carta del docente tutte le somme eventualmente non utilizzate dai beneficiari negli anni precedenti, evitando che queste risorse tornino nelle casse dello Stato.

La posizione di Marcello Pacifico

Il presidente nazionale dell'Anief, Marcello Pacifico, ha sottolineato come la formazione continua non possa essere considerata un privilegio riservato a pochi, bensì un dovere e un diritto di chiunque lavori all'interno delle istituzioni scolastiche. Secondo il leader sindacale, l'esclusione dei precari e del personale ATA rappresenta una discriminazione non più tollerabile, soprattutto alla luce delle numerose sentenze della Corte di Cassazione e della Corte di Giustizia Europea che hanno ripetutamente dato ragione ai lavoratori precari che hanno fatto ricorso per ottenere il bonus.

"La formazione è un diritto di tutti i lavoratori della scuola. Chiediamo al Ministero risorse dedicate per garantire la piena parità di trattamento tra personale di ruolo e precario, oltre al riconoscimento del ruolo fondamentale svolto dal personale ATA nel processo di digitalizzazione e innovazione della scuola", ha dichiarato Pacifico.

Cosa cambia per docenti e ATA nei prossimi mesi

Al momento, l'accesso alla Carta del docente per l'anno scolastico che sta per iniziare resta disciplinato dalle regole vigenti, in attesa che il Ministero dell'Istruzione e del Merito definisca l'esatto importo della card per la prossima stagione e le modalità di accreditamento sulla piattaforma dedicata.

Per i docenti precari, l'accesso automatico senza ricorso resta limitato ad alcune specifiche categorie individuate dalla giurisprudenza recente, mentre per la stragrande maggioranza dei supplenti e per il personale ATA l'unica via per ottenere il beneficio rimane, per ora, il ricorso al giudice del lavoro. La proposta dell'Anief punta proprio a superare questa fase di contenzioso sistematico, spingendo il legislatore a inserire una norma di stabilizzazione della platea nella prossima legge di bilancio.