L'inizio dell'anno scolastico 2026/2027 si preannuncia complesso per migliaia di docenti e studenti italiani. A pochi giorni dal suono della prima campanella, il sindacato Gilda degli Insegnanti ha tracciato un bilancio critico della situazione attuale, evidenziando come le problematiche storiche del sistema istruzione non solo persistano, ma risultino aggravate da nuovi fattori ambientali e gestionali.
Secondo Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda, il quadro che emerge è quello di una scuola "precaria" sotto molteplici punti di vista: dal reclutamento del personale alla sicurezza degli edifici, fino alla dignità salariale dei professionisti della formazione.
L'emergenza climatica: aule roventi e scuole inadeguate
Una delle novità più critiche di questo avvio d'anno riguarda le condizioni climatiche all'interno degli istituti. Con temperature che in molte zone d'Italia continuano a superare stabilmente i 30 gradi, il problema della mancata climatizzazione delle aule è diventato prioritario.
"Quest'anno si aggiunge il pericolo delle aule roventi", ha dichiarato Castellana, sottolineando come le strutture scolastiche non siano adeguatamente attrezzate per far fronte a ondate di calore prolungate. Molte segnalazioni giunte al sindacato riguardano non solo il microclima interno, ma più in generale lo stato dell'edilizia scolastica, che continua a presentare carenze strutturali nonostante i piani di investimento degli ultimi anni.
Il nodo del precariato e il sistema di reclutamento
Il tema del precariato resta la ferita aperta della scuola italiana. Nonostante le procedure di immissione in ruolo e le nomine a tempo determinato attualmente in corso, il numero di supplenti rimane elevatissimo, specialmente sul sostegno.
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha recentemente rivendicato un tasso di continuità didattica del 70%, ma la Gilda contesta questa lettura. Secondo il sindacato, si tratta di una "continuità" basata comunque su posti precari, che spesso si realizza autonomamente perché i docenti in posizione utile tendono a confermare la sede dell'anno precedente. Castellana propone una soluzione strutturale per uscire dall'impasse dei concorsi che si sovrappongono:
- Doppio canale di reclutamento: una fase transitoria che permetta di attingere sia dai concorsi ordinari sia dalle graduatorie dei precari storici.
- Semplificazione burocratica: riduzione delle procedure che generano continui contenziosi legali.
- Investimenti diretti: maggiori risorse destinate specificamente alla stabilizzazione del personale docente.
Stipendi e burocrazia: il confronto con l'Europa
Un altro fronte caldo è quello economico. Nonostante i recenti rinnovi contrattuali, la Gilda evidenzia una disparità marcata tra i docenti e il resto del pubblico impiego. "Il mondo della scuola continua a essere sottopagato rispetto al resto del pubblico impiego, circa un 30-40% in meno a parità di titolo di studio", denuncia il coordinatore nazionale.
A pesare sulla categoria è anche l'aumento del carico di lavoro non legato direttamente alla didattica. I docenti si dicono "assediati" da scartoffie, griglie di valutazione e adempimenti burocratici che sottraggono tempo prezioso alla preparazione delle lezioni e al rapporto con gli studenti. Un carico di ore che, secondo i dati sindacali, posiziona gli insegnanti italiani sopra la media dei colleghi europei per ore di lavoro effettive, a fronte però di retribuzioni sensibilmente inferiori.
Personale ATA: rischio chiusura per i piccoli plessi
L'allarme non riguarda solo i docenti. La situazione del personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) è definita preoccupante, in particolare per quanto concerne i collaboratori scolastici. I tagli agli organici effettuati negli ultimi tempi starebbero mettendo in seria difficoltà la gestione quotidiana delle scuole.
Il rischio concreto, segnalato dalla Gilda, è l'impossibilità di garantire l'apertura e la vigilanza nei plessi scolastici più piccoli o situati in zone disagiate. Senza un numero adeguato di collaboratori scolastici, la sicurezza e l'igiene degli ambienti non possono essere garantite, portando in alcuni casi alla necessità di accorpare classi o limitare l'orario di funzionamento delle sedi distaccate.
Cosa fare adesso
Per il personale scolastico che sta prendendo servizio in questi giorni, è fondamentale monitorare le comunicazioni degli Uffici Scolastici Territoriali (UST) e consultare gli albi pretori delle proprie scuole per verificare la correttezza delle assegnazioni e dei contratti.
Per approfondimenti sulle normative vigenti e sui diritti contrattuali, è possibile consultare il portale ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito o rivolgersi alle sedi territoriali della Federazione Gilda-Unams.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ansa.it.




