A poche settimane dall'avvio dell'anno scolastico 2026/2027, scoppia la protesta dei sindacati nel comune sardo di Villamassargia. Le segreterie regionali e provinciali di FLC Cgil, FILCAMS Cgil, CISL Scuola, FISASCAT Cisl, UIL Scuola e UILTuCS Sardegna hanno espresso una posizione di contrarietà netta nei confronti della decisione dell'Amministrazione comunale di non garantire il servizio di ristorazione scolastica per gli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado dell'Istituto Comprensivo "F. Meloni".
Una scelta che, sottolineano le organizzazioni sindacali, giunge fuori tempo massimo, con gli organici già definiti, la programmazione didattica approvata sulle opzioni di tempo pieno e prolungato e le iscrizioni formalizzate dalle famiglie.
I tagli su organico, cattedre e personale ATA
Secondo l'analisi dettagliata condotta dalle sei sigle sindacali, lo stop alla refezione scolastica non rappresenta una semplice rimodulazione dell'orario o la rimozione di un pasto, ma mina alla base la tenuta stessa del tempo scuola statale, producendo ricadute dirette sull'occupazione e sulla continuità didattica.
In base ai calcoli diffusi dalle organizzazioni dei lavoratori, il mancato avvio della mensa provocherà un'immediata contrazione degli organici pubblici e privati:
- Scuola primaria: perdita di 2 posti docente e una drastica riduzione delle ore di compresenza;
- Personale ATA: perdita di 2 posti di collaboratore scolastico;
- Scuola secondaria di primo grado: taglio di 10 ore di Italiano, 6 ore di Matematica e 4 ore di compresenza di Italiano, con un evidente depauperamento dell'offerta didattica;
- Ristorazione scolastica: perdita del posto di lavoro per 3 addetti del servizio di mensa esternalizzato.
«Ridurre il servizio mensa significherebbe la perdita di posti di lavoro pubblici e privati e ridurre il tempo educativo garantito dalla scuola statale», denunciano i sindacati nella nota congiunta.
Il paradosso dei 360 mila euro PNRR
A rendere ancora più complessa la situazione è la contraddizione evidenziata dalle parti sociali rispetto alla gestione dei fondi pubblici e alle opere infrastrutturali realizzate nello stesso plesso scolastico.
Il Comune di Villamassargia ha infatti beneficiato di un finanziamento di 360.000 euro a valere sulle risorse del PNRR (Missione 4 Investimento 1.2, dedicata all'estensione del tempo pieno e delle mense), destinato proprio all'ampliamento del centro cottura e degli spazi da adibire a refettorio. Per realizzare tali adeguamenti, inoltre, sono stati sottratti e riorganizzati alcuni locali precedentemente adibiti ad aule della scuola secondaria di primo grado.
Benché le norme sulla gestione del PNRR vincolino tali somme alle sole infrastrutture edili e non alla copertura diretta dei pasti, i sindacati evidenziano un corto circuito strategico: da un lato si investono risorse pubbliche straordinarie per creare refettori ed estendere il tempo pieno, dall'altro si azzera il servizio di ristorazione che avrebbe dovuto rendere operative quelle stesse strutture.
Doposcuola e servizi privati non sostituiscono la scuola statale
Tra i punti di maggiore attrito c'è anche la proposta avanzata dal Comune di attivare in alternativa servizi comunali di pre-accoglienza, post-accoglienza e doposcuola.
Pur riconoscendo il valore potenziale dei servizi integrativi per la conciliazione famiglia-lavoro, le sigle di categoria rifiutano l'idea che l'assistenza pomeridiana possa prendere il posto dell'orario scolastico curricolare e del tempo pieno garantito dallo Stato.
«Se esistono risorse per garantire un servizio pomeridiano alle famiglie, chiediamo che si valuti prioritariamente la possibilità di garantire la mensa e mantenere il tempo scuola statale già scelto dalle famiglie. Non riteniamo accettabile che un servizio comunale aggiuntivo finisca per accompagnare la riduzione di ore di scuola statale e la sostituzione di lavoro pubblico qualificato con servizi esternalizzati». — Dalla nota unitaria FLC Cgil, FILCAMS Cgil, CISL Scuola, FISASCAT Cisl, UIL Scuola e UILTuCS Sardegna
Richiesto un tavolo urgente di confronto
I sindacati chiedono all'Amministrazione comunale di Villamassargia di riesaminare con urgenza la decisione presa per il prossimo anno scolastico 2026/2027 e di ripristinare il servizio mensa indispensabile per la sostenibilità del tempo pieno e del tempo prolungato.
Nello stesso tempo, le sei organizzazioni si dicono pronte a sedersi a un tavolo di concertazione immediato con l'Ente locale e le istituzioni preposte per vagliare soluzioni finanziarie alternative che consentano di sostenere il servizio di ristorazione scolastica senza scaricare i costi sui bilanci delle famiglie.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito laprovinciadelsulcisiglesiente.com.