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Lauree STEM: le donne eccellono ma resta il divario di genere

27 agosto 2026 di Francesco Perrone

Le donne che scelgono i percorsi accademici nelle discipline scientifiche e tecnologiche si laureano con voti più alti e con maggiore puntualità rispetto ai colleghi uomini, ma la loro presenza rimane nettamente minoritaria nei settori dell'ingegneria e delle tecnologie digitali. Alla vigilia della ripresa delle attività didattiche e universitarie, le rilevazioni condotte sui laureati dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea confermano un quadro a due velocità: da un lato l'eccellenza delle performance al femminile, dall'altro la persistenza di stereotipi culturali e formativi che frenano l'accesso alle facoltà a più alto tasso di occupabilità.

Il fenomeno riguarda da vicino il panorama accademico nazionale ed europeo, dove la richiesta di profili specializzati in ambito STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics) continua a crescere a ritmi sostenuti senza trovare un'adeguata copertura di candidati.

I dati AlmaLaurea: voti più alti e percorsi in regola

Analizzando i profili dei laureati raccolti dal consorzio AlmaLaurea, emerge con chiarezza come il rendimento universitario superi i pregiudizi di genere. Assumendo la votazione massima (110 e lode) e la conclusione degli studi entro la durata legale del corso come indicatori chiave di successo accademico, le laureate STEM collezionano in media risultati superiori a quelli dei colleghi uomini.

Tuttavia, queste eccellenti prestazioni non si traducono ancora in una presenza numerica omogenea tra i banchi universitari, dove il divario resta marcato in quasi tutti gli atenei presi in esame.

La mappa della presenza femminile negli atenei lombardi

L'analisi sul territorio evidenzia differenze significative tra le varie istituzioni universitarie. Considerando il complesso delle facoltà scientifiche e tecnologiche, la quota di presenza femminile varia notevolmente a seconda della specificità dell'ateneo e dell'offerta formativa erogata:

Università Laureate STEM (%) Laureati STEM uomini (%) Confronto storico e note
Università degli Studi di Bergamo 28,0% 71,0% Crescita di 7 punti percentuali rispetto al 2015
Università degli Studi di Brescia 25,8% 74,2% Sostanziale stabilità rispetto al 2015 (27,5%)
LIUC Carlo Cattaneo ~25,0% ~75,0% In lieve calo rispetto al 29,2% del 2015
Università dell'Insubria 42,0% 58,0% Presenza femminile superiore alla media di settore
Università di Milano-Bicocca 40,3% 59,7% Distribuzione bilanciata nelle scienze pure
Statale di Milano 48,3% 51,7% Quasi raggiunto il pareggio di genere totale

Le eccezioni di Pavia e San Raffaele: dove avviene il sorpasso

Nel panorama regionale si registrano anche casi di effettivo sorpasso numerico delle studentesse. All'Università di Pavia, le laureate nelle discipline STEM hanno raggiunto il 50,3% del totale, registrando una crescita costante rispetto al 42,7% rilevato un decennio prima. Guardando tuttavia all'articolazione dei singoli corsi di laurea, emerge come questo dato complessivo sia trainato principalmente da settori specifici: scienze del farmaco registra una presenza femminile del 100%, affiancata da importanti percentuali nelle scienze clinico-chirurgiche, pediatriche e nella biologia.

Al contrario, i percorsi dedicati all'ingegneria industriale, alla matematica, alla fisica e alla chimica mantengono una prevalenza nettamente maschile. Una dinamica simile si riscontra all'Università San Raffaele, dove il dato complessivo è fortemente influenzato dalla maggioranza di studentesse iscritte ai corsi di medicina e chirurgia.

Competenze introvabili e prospettive di carriera

Il divario di genere nell'ambito delle lauree scientifiche si riflette in modo diretto sul mercato del lavoro e sulle prospettive retributive. Le competenze STEM rappresentano infatti il canale d'accesso principale per le carriere a più forte vocazione internazionale e a più elevato tasso di crescita salariale, oltre a essere tra le più ricercate dalle imprese private.

A livello dell'Unione Europea, la carenza di laureati in scienze e tecnologia rischia di frenare la competitività in settori chiave come la transizione digitale, le tecnologie pulite, l'aerospaziale e la difesa. Favorire l'orientamento scolastico delle ragazze verso i percorsi tecnici e ingegneristici fin dagli anni della scuola secondaria di secondo grado rimane dunque uno degli obiettivi prioritari per il sistema di istruzione nazionale.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ilgiorno.it.

Tags: cronaca universita stem
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