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Docenti

Emigrazione veneta in Sud America: il viaggio di due docenti

27 agosto 2026 di Francesco Perrone

Incrociare un Leone di San Marco scolpito su una facciata a migliaia di chilometri da casa, oppure sentire parlare un dialetto familiare tra i vigneti e le colline dello Stato del Rio Grande do Sul. È l'esperienza vissuta da Alberto Zago ed Emanuele Danese, due docenti delle scuole superiori di Verona, che hanno intrapreso un lungo itinerario attraverso Argentina, Uruguay e Brasile. Il loro obiettivo: ripercorrere le rotte della grande emigrazione veneta e documentare quanto resta di quel patrimonio umano a centocinquant'anni dai primi trasferimenti oltreoceano.

I due insegnanti hanno raccolto una fitta rete di testimonianze, incontri e materiali che trasformano la storia dei manuali scolastici in un racconto vivo, destinato a fare il suo ingresso diretto nelle aule scolastiche.

Un itinerario lungo le rotte della memoria

Il viaggio dei due professori è cominciato a Buenos Aires, per poi proseguire in traghetto verso l'Uruguay e, attraverso un trasferimento in autobus notturno, raggiungere il confine brasiliano. Lì, a bordo di un'auto a noleggio, Zago — docente di storia e filosofia in un liceo veronese — e Danese hanno attraversato l'esteso territorio del Rio Grande do Sul, concludendo l'itinerario a Rio de Janeiro prima di rientrare in Italia.

Lungo il percorso si sono aperti scenari inattesi, popolati da comunità di terza, quarta e quinta generazione che mantengono un forte legame con le terre d'origine dei propri antenati. Come ha spiegato Alberto Zago, il viaggio ha permesso di incontrare discendenti degli emigrati, associazioni culturali, studiosi e intere famiglie che conservano intatta la memoria storica, le tradizioni e il senso di appartenenza alle proprie radici.

Il "Talian" e la conservazione delle radici

Tra gli aspetti più rilevanti emersi dall'esperienza spicca la continuità linguistica e culturale. In molti centri abitati è ancora ampiamente diffuso il "Talian", idioma a forte matrice veneta sviluppatosi nei decenni tra le comunità degli emigrati. I segni dell'eredità italiana sono ben visibili nella gastronomia, nelle tecniche di coltivazione degli orti e dei vigneti, nelle celebrazioni religiose, nei canti popolari e nella presenza dei simboli tradizionali legati al territorio veneto.

Durante la permanenza in Brasile, i due docenti hanno incontrato studiosi e accademici locali, tra cui Marcos Zancan, docente di Lingua Veneta all'Università di Santa Maria. In un momento particolarmente significativo del viaggio, alla presenza del vescovo emerito don Alessandro Ruffinoni, Zago è stato invitato a intervenire in una trasmissione radiofonica locale parlando direttamente in dialetto veneto, dialogando così con una platea di ascoltatori che custodisce quell'idioma da generazioni, come riportato anche dall'agenzia ANSA.

Dai racconti di viaggio alle lezioni in classe

Nel corso delle varie tappe, i professori veronesi hanno dialogato con figure differenti per età e professione: giovani imprenditori, professionisti, un procuratore generale, archivisti, studenti, docenti di liceo e universitari, presidi, vicepresidi e un rettore. In tutti gli alberi genealogici figurano nonni e bisnonni partiti un tempo dalle province di Belluno, Vicenza, Padova e Verona per costruire una nuova vita con il lavoro dei campi e delle professioni locali.

L'esperienza sul campo troverà un seguito naturale nelle attività didattiche del nuovo anno scolastico. Come confermato da Emanuele Danese, la documentazione, le immagini e le registrazioni audio raccolte verranno strutturate per essere utilizzate in classe, in particolare nell'ambito dei moduli dedicati all'Educazione Civica. Un modo concreto per mostrare agli studenti come la storia dell'emigrazione italiana non sia soltanto una pagina di libro, ma una realtà viva che continua a cucire legami a distanza di un oceano.

Tags: scuola cronaca docenti
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